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Il boom delle cooperative di comunità nuova frontiera delle aree periferiche

Stefano Turcato
Il boom delle cooperative di comunità nuova frontiera delle aree periferiche

Negli ultimi mesi ne sono nate cinque: si occupano di agricoltura, abbigliamento, turismo, prodotti tipici, spettacoli

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Stefano Turcato

Si fa presto a dire cooperativa e, a grandi linee, il concetto è chiaro a molti. Ma non tutti sanno cosa sia una cooperativa di comunità, realtà sempre più diffusa e che ha conosciuto una crescita significativa negli ultimi tempi anche nel Modenese.

Non esiste una definizione codificata ma si può semplificare dicendo che la cooperativa di comunità nasce da residenti all’interno di un territorio che danno vita ai servizi della coop stessa proprio perchè vivono in quell’area. Se nelle coop di lavoro il requisito necessario per essere soci è lavorare nella cooperativa, in una coop di comunità lo è l’essere residente in un territorio. E negli ultimi due anni in provincia di Modena sono sorte cinque di queste realtà che aderiscono a Confcooperative: imprese costituite da persone dello stesso territorio che decidono di avviare attività non per fare profitti ma per creare occasioni di lavoro e migliorare il benessere collettivo dell’area.

«Le cooperative di comunità rappresentano la nuova frontiera dell’imprenditoria nei territori dove nessuno vuole più investire. Per questo è un modello che incoraggiamo e sosteniamo – dice Carlo, Piccinini, presidente di Confcooperative Modena – Queste imprese di cittadini che si auto-organizzano nascono soprattutto nelle aree più periferiche per salvaguardare le reti sociali ed economiche. Entro fine 2021 nasceranno nuove coop di comunità, soprattutto in Appennino, dove si avverte l’esigenza di frenare lo spopolamento recuperando la forte coesione sociale che ha sempre caratterizzato questi territori».

Tra le cooperative di comunità la meno giovane è Ortika, sorta nel maggio 2019 a Fanano per coltivare piantine di ortica, realizzare capi di abbigliamento in fibra di ortica, trasformare gli scarti in tisane e integratori per mangimi zootecnici.

La coop di comunità Savignano 2030, nata nel luglio 2019, ha nove soci (tra i quali l’ex sindaco di Savignano Germano Caroli), ha vinto due anni fa il premio di Imprendocoop: si occupa di agricoltura sociale e della gestione di un agriturismo.

È nata a Pavullo la coop I custodi del Frignano, costituita nell’agosto 2019 da nove soci per produrre ortaggi, manutenzione del verde, spalatura neve, custodia parcheggi e noleggio di e-bike.

Nel 2019 tre finalesi hanno creato perCorsi, coop per la ristrutturazione, riapertura e gestione del cinema Corso di Finale: il progetto prevede una sala polifunzionale, una caffetteria, l’organizzazione di rassegne, festival, concerti, spettacoli, mostre, conferenze e dibattiti.

A Frassinoro è nata da poco Le aie, costituita da cinque soci con attività professionali indipendenti ma fortemente legati al territorio: scopo della coop è coltivare e commercializzare prodotti tipici, svolgere attività turistiche, organizzare eventi legati alla cultura e tradizioni della montagna. –



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