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Pasini e Paragliola «Amazon, si valuti l’impatto sull’ambiente»

E.P.

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SPILAMBERTO. Inquinamento e viabilità sono al centro della mozione presentata dall’ex sindaco Angelo Pasini, riguardo alle conseguenze dell’arrivo di Amazon a Spilamberto.

Mozione che verrà discussa nel consiglio comunale vignolese di febbraio, entro il quale, probabilmente, anche l’Unione Terre di Castelli si sarà espressa su questi temi. A seguito della notizia ufficiale, giunta lunedì, a conferma dell’imminente arrivo del gigante di Seattle nel mega cantiere di Rio Secco, già Fabio Franceschini si era dimostrato cauto.

«Apprendo assieme agli organi di stampa la notizia del futuro centro di smistamento Amazon – aveva detto lunedì il presidente dell’Unione Terre di Castelli – Certamente ci sarà modo per discutere sulla gestione della viabilità e riguardo alle conseguenze dell’impatto ambientale. Quest’ultima questione, in particolare, attiene alle competenze dell’intero territorio dell’Unione, motivo per cui dovremo confrontarci per trovare assieme soluzioni costruttive. Di certo, però, si tratta di un’importante occasione per molte persone, rimaste senza lavoro a seguito di un anno così duro. Anche per questo motivo sono certo della positività di questa iniziativa».

Proprio a proposito della necessità di un confronto, si basa la proposta dell’ex sindaco Angelo Pasini di «convocare una conferenza di servizi che coinvolga l’Unione Terre di Castelli e i Comuni limitrofi», oltre alla «Provincia e la Regione per il coordinamento degli interventi connessi alla viabilità principale e per trattare adeguatamente anche le problematiche relative all’inquinamento atmosferico e impatto ambientale connessi».

A fronte di questa richiesta, della quale si discuterà appunto nel consiglio comunale previsto a fine febbraio, Anna Paragliola, vicesindaco vignolese, afferma: «Ci tengo innanzitutto a specificare, in quanto esponente di Vignola Coraggiosa, che assieme alle altre forze della sinistra e a Emilia Muratori, avevamo già condiviso la volontà di valutare le possibili conseguenze ambientali di questo centro di smistamento, pur non conoscendo all’epoca della campagna elettorale, il futuro gestore del polo logistico di Rio Secco e –conclude – rimane da capire se, giunti ormai a questo punto del procedimento, la Conferenza di servizi rappresenta la sede opportuna». —



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