L’ex Sipe che vorrei «Ora l’area Ovest potrebbe rinascere nel segno del verde»
Costantini: «Intanto attendiamo l’ufficialità dell’acquisto Ecosostenibilità e natura sono al centro del progetto»
Elena Pelloni
SPILAMBERTO. «Tutta l’area dell’ex Sipe, nella sua totalità, ha per la comunità di Spilamberto un grande significato», così il sindaco di Spilamberto, Umberto Costantini, dopo la notizia della partecipazione del Comune alla battuta d’asta di vendita dell’ex complesso bellico. «Ma ci tengo a precisare che l’area in oggetto è quella a Ovest della via Vignolese, non a Est», ovvero la cosiddetta “ex Sipe Nobel-Le Alte”. Precisazione che giustifica l’ammontare dell’offerta messa in campo dal Consorzio delle attività produttive di Modena (Cap), tra i cui soci figura appunto anche Spilamberto. 285.750 euro è la cifra messa nella busta dal Cap e consegnata, giovedì, all’Istituto vendite giudiziarie. Valore che corrisponde al prezzo base della vendita all’asta del secondo lotto dell’intero complesso, ovvero quello posto a Ovest della via Vignolese: «Un appezzamento di terreno agricolo, con sovrastanti fabbricati collabenti, posti in Comune di Spilamberto», così si legge nell’avviso di vendita. «Sono felice che il Consorzio delle Attività Produttive Modenesi abbia valutato positivamente l’invito a ragionare in merito a quell’area. Per noi questa è fondamentale per attivare politiche ambientali di sviluppo in coerenza con il green new deal varato dall’Unione Europea e poter aprire possibili corridoi ecologici di connessione tra le diverse realtà paesaggistiche esistenti» afferma il sindaco di Spilamberto. Oltre a quest’ultimo, sono in tutto 13 i comuni modenesi aderenti al Consorzio: Bastiglia, Bomporto, Campogalliano, Camposanto, Castelfranco, Castelnuovo, Nonantola, Novi, Ravarino, San Cesario, Soliera e Modena. «Il Cap oggi è l’aggiudicatario provvisorio. Quindi possono ancora arrivare altri interessamenti. L’aggiudicazione definitiva avverrà all'inizio del mese di febbraio», una volta trascorsi, cioè, i 10 giorni previsti dalla legge. In questo lasso di tempo potrebbero pervenire offerte migliorative rispetto a quella effettuata dal Cap; in caso contrario l’aggiudicazione diventerà automaticamente definitiva.
«Non sono preoccupato del fatto che possano esserci altri interessamenti, non voglio essere di ostacolo alla libera impresa, mi limito a ricordare che chiunque sarà il proprietario dell’area che il Cap si è aggiudicato provvisoriamente dovrà sottostare alle regole urbanistiche deliberate dal Consiglio comunale di Spilamberto - ci tiene a precisare Costantini - quello che verrà realizzato nello specifico nella parte dell’ex Sipe “Le Alte” è ancora da stabilire. Per questo motivo come Comune abbiamo impegnato il Consorzio affinché promuovesse uno studio di fattibilità e pianificazione per quell’area. Prima di tutto dobbiamo riuscire ad aggiudicarci definitivamente l’area in questione e soltanto dopo stabiliremo il da farsi, assieme al supporto degli altri Comuni soci».
Ben più problematico è invece il lotto a Est della Vignolese: «L’area delle “Sipe basse” è un’area oggi abbandonata, necessita di una profonda bonifica ambientale stimata in tre milioni di euro - conclude Umberto Costantini - Speriamo presto di vedere realtà interessate al suo recupero prima che le preziose memorie storiche delle epoche passate vengano ridotte in polvere dal tempo». —
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