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Carpi, delitto di Santo Domingo. «Claudia non aveva debiti con nessuno Lei voleva ritornare qui ed essere felice»

Serena Arbizzi
Carpi, delitto di Santo Domingo. «Claudia non aveva debiti con nessuno Lei voleva ritornare qui ed essere felice»

Lo sfogo di Anna Lepore, sorella della carpigiana trovata uccisa nel freezer. Nuovi dettagli sul possibile movente economico

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carpi «Mia sorella aveva i conti in ordine: non aveva debiti di alcun tipo e tutte le attività che aveva realizzato a Santo Domingo, compresa la costruzione della villa che mi aveva mostrato per telefono quando ci siamo sentite per il mio compleanno, non presentavano problemi di carattere economico».

Anna Lepore, sorella di Claudia, la carpigiana seviziata e uccisa nelle prime ore del 19 gennaio, trovata all’interno del freezer nella sua abitazione vicina a Punta Cana, vuole sgombrare il campo dai dubbi. Antonio Lantigua, detto “El Chino”, ha confessato di essere l’esecutore materiale del delitto, ma si trovano ai domiciliari, sospettati di essere i mandanti, la modenese Ilaria Benati e l’immobiliarista toscano Jacopo Capasso. I due sono in attesa di essere interrogati domani: in questi giorni, infatti, a Santo Domingo è festa nazionale. «Mia sorella era una persona splendida, solare, amava la vita e il mare in quel luogo in cui si era trasferita – continua Anna – Il bed & breakfast era di mia sorella e, ancora oggi, è possibile riscontrare sui social che Villa Corazon Apartments era suo. Poi fu Ilaria a lasciarla e la loro attività insieme si interruppe».

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La relazione sentimentale tra Ilaria e Claudia era molto stretta, come documentano le immagini che le ritraggono nel corso di una cerimonia, che però non aveva il valore legale di un matrimonio. Le piste investigative, basate anche sulla confessione e quanto dichiarato da “El Chino”, puntano ad accertare se sia vero che Ilaria avesse chiesto la metà dei beni, sia in Italia, sia a Santo Domingo, a Claudia, ma quest’ultima avrebbe risposto di no.

A questo riguardo, sempre secondo quanto emerge da fonti investigative locali, in base alle deposizioni effettuate, spunterebbe un biglietto in cui Claudia avrebbe dichiarato di lasciare i suoi beni all’ex partner. Ma si sta approfondendo con molta attenzione quest’elemento per valutarne la veridicità. Nel frattempo emergono più dettagli sulla base di quanto detto da Lantigua agli investigatori dominicani: secondo quanto dichiarato dall’esecutore materiale del delitto, ma anche in questo caso è tutta da verificare l’attendibilità, Ilaria gli avrebbe comprato una bottiglia di alcolici perché potesse compiere il delitto sotto l’effetto di queste sostanze.

In attesa che il quadro giudiziario si chiarisca e che i due indagati vengano interrogati domani a Santo Domingo, i famigliari nei prossimi giorni nomineranno formalmente un legale, il quale lavorerà in squadra con colleghi di Roma e della Repubblica Dominicana per sbrigare l’intricato susseguirsi di pratiche burocratiche che aggiungono altro dolore e difficoltà alla famiglia, già pesantemente segnata dal lutto.

«Claudia voleva tornare a Carpi fra qualche anno – rimarca Anna – Poi ha portato a termine la sua villa, che ci ha fatto vedere. E, anche in questo caso, sono sicura che avesse saldato tutti i conti. I lavori erano già finiti, quindi non è vero, come si è sentito, che c’è ancora qualche cosa in sospeso. Noi vogliamo onorare la sua memoria: lei era buona, voleva essere felice. Si sapeva far voler bene e la stimavano in tanti».

Sempre sul fronte giudiziario, poi, si punta a far aprire un fascicolo alla Procura di Roma, in modo che i due indagati a Santo Domingo lo possano essere anche qui in Italia.

Amici e conoscenti della famiglia sono increduli: ricordano la bontà e la solarità di Claudia dietro al bancone del bar Bel Ami, in via Carlo Marx, dove lavorava con la sorella, e il suo buon cuore. —

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