Forza Italia: «Ristoranti e bar sono allo stremo Sia condono fiscale»
SERRAMAZZONI. Forza Italia del Frignano lancia l’allarme a seguito delle notizie sulla chiusura a Serra di attività importanti che testimoniano lo stato di sofferenza della ristorazione e del commercio in generale.
La chiusura della Locanda Iolanda a Montardone (in foto) e la multa di 400 euro a testa alla barista e al cliente per un caffè in centro hanno fatto da detonatore a una situazione già molto difficile
Le restrizioni per ridurre i contagi, anche se stanno funzionando come accaduto in primavera, in questa occasione sono troppo prolungate. La scelta di limitare solo i luoghi dell’assembramento ha finito per penalizzare in montagna proprio il settore sensibile dell’economia turistica nonché della gastronomia, che ha sempre avuto una grande linfa.
«È tutto il sistema dei piccoli esercizi commerciali che ha dovuto far fronte da oltre sei mesi di chiusura ad inimmaginabili conseguenze economiche» sottolineano Maria Chiara Venturelli e Paola Pasquali, rispettivamente coordinatrici FI per il Frignano e la zona di crinale. «Bar e ristoranti si sono dovuti attrezzare prima per riaprire affrontando spese importanti per le prescrizioni anti Covid, per poi essere messi in ginocchio dalle chiusure forzate e dalla fallimentare misura dell’asporto. In Appennino l’asporto è impraticabile: troppi i chilometri da percorrere per la consegna a domicilio». «I ristori non hanno coperto che le spese fisse di gestione ed in alcuni casi nemmeno quelle - incalzano le due coordinatrici - l’asporto per quei pochi che l’hanno attivato, perché posizionati in luoghi centrali, è servito soltanto per salvare le spese fisse. Questo è un momento drammatico, ma il dignitoso carattere delle persone, che gestiscono da generazioni queste attività, fa sì che non abbiano più neanche la forza di manifestare. Queste persone hanno perso gli incassi. Noi tutti stiamo perdendo un pezzo di storia del nostro territorio».
« Questi imprenditori - concludono - sono allo stremo, occorre andare oltre i ristori. Le banche devono tornare ad erogare prestiti, a tasso agevolato e a lungo termine, essere al fianco di questa imprenditoria. E la politica deve attivarsi con misure speciali per questi luoghi come provvedimenti legati alla rottamazione delle imposte e ad un condono fiscale. Non si può più fare finta che in Appennino vada tutto bene perché non ci sono proteste: bisogna agire subito, perché alle attività storiche non subentrerà più nessuno e l’abbandono del presidio territoriale è ormai una certezza come testimoniano le diverse attività che stanno chiudendo». —
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