Ricorso elettorale della Lega Oggi il Tar decide sul voto
Il coordinatore Ori: «23 schede protocollate nulle hanno vizi di assegnazione» «E c’è l’urna negata a chi aveva il Covid». Pasticcio organizzativo. Scarto minimo
Elena Pelloni
VIGNOLA. Si esprime oggi il Tribunale amministrativo regionale (Tar) di Bologna in merito al ricorso promosso dal centro destra vignolese, a seguito delle ultime elezioni amministrative. Voto domiciliare e schede nulle. Attorno a questi due punti ruota il contenzioso depositato lo scorso 23 ottobre dalle due candidate della Lega, Lucilla Semeraro e Giancarla Vandelli. Sul quale oggi il Tar è chiamato a esprimersi. «Naturalmente noi confidiamo molto sull’accoglimento della nostra richiesta di riconteggio da parte del Tar – afferma Tullio Ori, coordinatore della Lega Valle Panaro – non solo riteniamo che alcune di quelle 23 schede protocollate come nulle contengano vizi di assegnazione. Ma pensiamo che sia fondamentale fare chiarezza sulla questione del voto negato a chi, al momento delle elezioni, si trovava in isolamento a causa del covid». Quello che infatti accadde durante le ultime amministrative vignolesi, occasione in cui si votò congiuntamente anche per il referendum sul taglio dei parlamentari, rappresentò una circostanza eccezionale. Si trattava infatti della prima volta in cui l’elettorato era chiamato a esprimersi in tempi di pandemia. Circostanza che impegnò l’ufficio elettorale, la prefettura e il ministero degli Interni in procedimenti organizzativi particolarmente delicati, a motivo della loro eccezionalità. Quello che emerse, oltre all’esiguo scarto dei vincitori – furono infatti appena 17 le schede che decretarono la vittoria di Emilia Muratori sullo sfidante Angelo Pasini – fu un vero e proprio “pasticcio” organizzativo. Coloro che il 20 e 21 settembre si trovavano in isolamento domiciliare a causa del Covid avrebbero infatti dovuto segnalare la propria condizione all’ufficio elettorale vignolese, il quale si sarebbe attivato per garantire il voto domiciliare. Ma qualcosa è andato storto. Ad alcuni cittadini, costretti a casa, sono state recapitate esclusivamente le schede per il voto riguardo al referendum e non quelle per le elezioni del sindaco. Il seggio speciale, lo ricordiamo, nel quale confluivano anche gli elettori domiciliati a causa del covid, era di competenza di Modena. «Questo Comune aveva provveduto, nei tempi previsti, ad inviare al Sindaco di Modena, interessato per competenza territoriale e a cui spettava l’organizzazione del seggio speciale, l’elenco dei richiedenti l’ammissione al voto domiciliare per cause derivanti dal Covid 19» si leggeva nella relazione tecnica redatta il 30 settembre dall’ufficio elettorale vignolese. «Se il Tar non accoglierà positivamente la nostra istanza, andremo avanti – avvisa Ori – non è pensabile, infatti, che ad alcuni cittadini sia stato negato il diritto di voto perché si trovavano in isolamento. Inoltre, abbiamo motivo di pensare che molte delle schede decretate nulle o bianche siano in realtà a favore del centro-destra e quindi del nostro ex candidato Angelo Pasini. Confidiamo sicuramente in un riconteggio e nel caso in cui i numeri non tornassero, in un celere ritorno alle urne». Spetterà al Tar, dunque, esprimersi oggi sia su un eventuale riconteggio delle schede, il quale «confidiamo possa essere evaso in non più di una settimana», afferma Tullio Ori. Sia sul diritto di voto negato a chi, da casa, ha potuto votare solamente sul quesito referendario e non sulla preferenza di sindaco e consiglio comunale. —
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