Dagli abiti da sposa al caffé poi attrezzi, prosciutti e filetto
Sessanta colpi in pochi mesi, oltre 250mila euro di bottino e danni, diverse auto a disposizione con una particolare affetto verso una Bmw che usavano nonostante il paraurti mezzo rotto, ma con la sola cautela di cambiargli spesso targa, rubata anche quella.
Avevano preso tante precauzioni i “Nàrvali” nelle loro azioni, portate a termine tra la fine di aprile e l’inizio di settembre quando sostanzialmente si erano dovuti fermare visto che tre di loro vennero arrestati. Ma l’estate era stata molto intensa con diversi colpi a sera, sì perché non andavano mai oltre l’1 di notte quando si ritiravano nei caravan sotto la Tav. E i carabinieri restavano loro incollati, attendendo l’occasione giusta per vincere la sfida a distanza con quello che era diventato lo spauracchio numero-1 degli investigatori modenesi.
Rubavano ogni cosa. Il 10 luglio, ad esempio, assaltano con un’auto ariete, provocando 12mila euro di danno, il negozio “Come nelle favole” di Bomporto. Si portano via 10 abiti da sposa, vestiti da cerimonia, fiori e danneggiano oltre 400 bomboniere.
A San Martino in Rio, invece, prendono di mira una mensa e il bottino è succulento: 10 chilogrammi di prosciutto, 2 di speck, 10 chilogrammi di pasta sfoglia, 6 di filetto e 12 di cioccolato oltre a pentole e posate.
A Nonantola, in una sanitaria, sfondano e fanno 12mila euro di danno per portarsi via “solo” mille euro di bottino. Un colpo non esaltante visto che - hanno conteggiato i carabinieri - in alcuni casi sono riusciti a superare quota 25mila euro.
Come, ad esempio, in un raid effettuato in un’officina a Crevalcore dove portano via televisore, tassellatori, saldatrici, trapani, flessibili, smerigliatrici e decine di batteria per attrezzi edili.
La banda colpiva però molto spesso in un raggio ristretto rispetto alla loro “residenza” a San Matteo. Ciò gli permetteva di rientrare ogni volta che si sentivano in pericolo e talvolta scaricare il bottino anche se solitamente veniva subito affidato ai ricettatori di fiducia che avevano i canali giusti per piazzare la merce.
E nelle vicinanze c’è Soliera dove il gruppo colpisce in un magazzino: si portano via 161 scatole di caffè di qualità in cialde, alcune macchine da caffè e computer portatili per un danno alla struttura di circa 5500 euro. —
F.D.
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