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«Non c’è alternativa alle urne Il Paese ha bisogno di stabilità»

L.G.
«Non c’è alternativa alle urne Il Paese ha bisogno di stabilità»

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le prospettive

Un governo stabile, con un forte mandato popolare. Il che significa che bisogna andare a votare. Ad indicare la via per uscire dalla crisi è Guglielmo Golinelli, deputato mirandolese della Lega: «Oggi sui fondi del Recovery ci giochiamo il futuro del Paese - spiega - e quindi non possiamo permetterci di portarlo avanti con maggioranze raccogliticce, litigiose e non adatte ad affrontare questa situazione. Dunque è meglio andare al voto».

Un voto che non spaventa il centrodestra, forte dei sondaggi «che concordano nell’assegnarci una larga maggioranza - incalza l’esponente del Carroccio - che darebbe al Paese quello di cui in questo momento ha un forte bisogno, ovvero un esecutivo stabile, cosa che quello attuale ha dimostrato di non essere».

Per quanto riguarda l’ipotesi che pezzi di Forza Italia sostengano un governo Conte-ter, Golinelli fa notare che «sarebbe un tradimento elettorale, nonché l’ennesimo episodio di trasformismo che coinvolgerebbe anche il Movimento 5 Stelle, che ha sempre detto di non voler governare con Berlusconi: che credibilità potrebbe avere un governo del genere?». Per quanto riguarda l’organizzazione del voto in tempi di pandemia, Golinelli ricorda che «il Portogallo è andato alle urne due giorni fa: insomma, per noi la salute è una priorità, ma ci sono altri diritti, dal lavoro alla stessa democrazia, che non possono passare in secondo piano». E a chi gli chiede del suo futuro nel caso di nuove elezioni, l’onorevole Golinelli, che lavora nell’azienda agricola e di allevamento di famiglia, ricorda di essere «un militante al servizio della Lega e un cittadino pronto a tornare al suo lavoro».

Nel frattempo, oggi in casa Pd è prevista la direzione nazionale: «Abbiamo provato a lavorare con Italia Viva prima della crisi - spiega Stefano Vaccari, responsabile Organizzazione della segreteria di Zingaretti - ma loro hanno deciso di mandare in frantumi la maggioranza. Ora l’unico modo per uscirne è costruire le condizioni per dare al Paese un governo credibile». Un esecutivo comunque legato a Giuseppe Conte: «Per la coalizione è stato un punto di equilibrio - chiude Vaccari - e per noi deve continuare a esserlo, costruendo attorno a lui una maggioranza allargata alle forze che condividono obiettivi comuni in un momento molto delicato per il Paese». —

L.G.

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