Redditi di cittadinanza tra i prestanome
L’organizzazione scoperta dalla Guardia di finanza era di tipo verticistico: Rocco Ambrisi era il capo indiscusso e sotto di lui agivano soltanto su suo ordine. Tra gli indagati risulta anche un cugino del 46enne che era tra coloro a cui Ambrisi aveva fittiziamente intestato dei beni in quanto impossibilitato dalle norme patrimoniali. Tra i prestanome, come emerge dalle indagini coordinate dalla dottoressa Claudia Natalini, c’erano anche persone in grave difficoltà economica: tre di loro, infatti, risultano percettori del reddito di cittadinanza in quanto con soglie Isee vicinissime allo zero. Erano perciò figure ideali da avvicinare e utilizzare come paravento nelle attività illecite. Ora l’aiuto dello Stato, quando il Gip comunicherà la situazione all’Inps, sarà sospeso. Sono invece tuttora in corso le analisi su eventuali conti correnti e beni personali utili a raggiungere la soglia del milione di euro sequestrato su ordinanza del dottor Andrea Scarpa, soldi destinati ad una successiva confisca alla pari di altri già tornati nella disponibilità dello Stato dopo le confische degli anni scorsi ad Ambrisi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google