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Riciclaggio e dati sospetti L’Emilia è quinta in Italia

F.D.
Riciclaggio e dati sospetti L’Emilia è quinta in Italia

Nel Modenese oltre un migliaio le segnalazioni di movimentazioni irregolari  Zavatti (Cgil): «Sfregio economico e legale, ma bisogna occuparsene davvero»

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Se da un lato le false fatturazioni sono ormai diventate uno schema redditizio e abusato nella criminalità organizzata - lo dimostra l’ultima operazione della Finanza su Rocco Ambrisi o quella delle Fiamme gialle sui Casalesi di Castelfranco - il riciclaggio di denaro continua ad essere un’emergenza emiliana. Lo conferma il Report UIF-Banca d’Italia, con i dati delle “segnalazioni di operazioni sospette di riciclaggio” pervenute nel secondo semestre 2020. Un periodo che vede un picco di crescita delle segnalazioni raccolte a livello nazionale, con ben 60.220 casi, con un +11% sull’anno precedente e con un “portafoglio riciclato” di ben 49 miliardi. «Non dimentichiamo mai – ammonisce Franco Zavatti della Cgil Modena in qualità di membro del coordinamento legalità Cgil regionale – che si tratta di segnalazioni assolutamente attendibili e considerate fondate nell’89 per cento dei casi».

L’Emilia Romagna si piazza al quinto posto assoluto alle spalle soltanto di Lombardia, Campania, Lazio e Sicilia e guadagnando un’altra posizione rispetto al sesto gradino di giugno 2020. Una Emilia Romagna che ha ricevuto 4.329 segnalazioni per un totale annuale di 7.810 casi. «Come dire: 21 casi ogni giorno, oppure, quasi uno ogni ora», denuncia Zavatti.

Le province emiliano-romagnole vedono Bologna in testa con 1.852 segnalazioni (5 ogni giorno), poi Modena con 1.060 (un centinaio in meno rispetto al monitoraggio del 2019), Reggio Emilia con 1.005, Parma con 880 e seguire Rimini con 804. «Purtroppo si ragiona, discute e agisce troppo poco per smascherare e contrastare questa realtà dannosa», aggiunge il delegato della Cgil.

Un altro campanello di allarme è la mappatura dei “money transfer” ossia le spedizioni di denaro verso l’estero con la Romania che è la meta preferita, seguita da Senegal e Albania.

«Anche di questo sfregio economico e legale, di casa anche qui da noi, chi e come opera concretamente nei territori per prevenirlo meglio? – si domanda Zavatti – Una realtà, purtroppo riconfermata da questi dati ufficiali della Banca d’Italia, che allarga i danni e rischi per l’ancora ampia economia regolare, che tende a truccare la libera concorrenza, ad estendere il lavoro nero ed irregolare, ma sopratutto a facilitare l’ingresso malavitoso delle mafie al nord e qui da noi».

Il sindacato propone anche una ricetta per alzare nuovi argini. «Cgil – si legge in una nota – sollecita da tempo, ma finora poco ascoltata, che questo triste quadro del riciclaggio locale venga affrontato nei Tavoli Provinciali per la Legalità, coinvolgendo oltre agli organi dello Stato, le rappresentanze imprenditoriali, sindacali, dei professionisti, i consulenti e le istituzioni locali. La nostra società ne ha bisogno. Può partire anche da qui la vera e concreta prevenzione sociale, che con evidente urgenza si dovrà ben rafforzare ed estendere, per isolare e frenare il dannoso “virus riciclaggio” e della crescente evasione fiscale e contributiva». —

F.D.

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