Calci e pugni tra colleghi a causa del gavettone
Chiara Pignatti
Spilamberto. Una rissa nata in un modo insolito: per colpa di una secchiata d’acqua. L’episodio, di alcuni giorni fa, vede come protagonisti due uomini sui 35 anni. I due sono di origine magrebina e all’epoca del fatto lavoravano entrambi per una ditta d’impianti del territorio. Verso le 13 suona la campanella di fine turno in azienda. Uno dei due si appresta a varcare la soglia della porta per l’ultima volta. Quel venerdì è infatti l’ultimo giorno di lavoro per lui. I pensieri si accumulano mentre si allontana dalla sede. A richiamarlo alla realtà un suono inatteso e una sensazione insolita, almeno in un ambiente di lavoro: l’addetto in uscita dall’azienda è bagnato da una secchiata d’acqua ghiacciata. L’uomo si guarda intorno. È spaesato, sorpreso, infreddolito. Va alla ricerca l’autore del gesto. Lo identifica in un collega che ha più o meno la sua età. L’intenzione sarebbe stata forse di strappare un sorriso a chi saluta per l’ultima volta la ditta. Un po’ come le “docce ghiacciate” negli sport americani o le sfide che hanno intasato qualche anno fa i social network. Il saluto poco convenzionale non è però apprezzato dalla persona che l’ha ricevuto. L’acqua ghiacciata riscalda gli animi. La secchiata rappresenta così la goccia che fa traboccare l’acqua del vaso. E dal vaso si passa ai cocci. I due giovani uomini si sarebbero quindi confrontati a viso aperto, scagliandosi calci e pugni. Dopo pochi istanti, alcuni colleghi sentono i rumori. Corrono sulla scena, osservazione la situazione e separano i due contendenti, raffreddando gli spiriti. La lite si consuma in fretta. Non vi sarebbero stati ulteriori danni, contusioni e infortuni. —
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