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Elezioni, la Lega non vuole arrendersi «Ora pensiamo al Consiglio di Stato»

Elena Pelloni
Elezioni, la Lega non vuole arrendersi «Ora pensiamo al Consiglio di Stato»

Vignola. Il Tar ha convalidato le Amministrative di settembre e confermato Muratori sindaco Ieri il senatore Corti si è fatto portavoce. Intanto il Partito Democratico risponde a Pasini 

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Elena Pelloni

Vignola. Non si raffreddano i toni tra maggioranza e opposizione, nemmeno dopo la sentenza del Tribunale amministrativo regionale (Tar) che conferma l’esito delle ultime elezioni vignolesi. Martedì il Tar di Bologna ha respinto ogni causa di ricorso presentato a ottobre da due esponenti della Lega, Giancarla Vandelli e Lucilla Semeraro, candidate alle elezioni del 20 e 21 settembre scorso. E ora la Lega, riunitasi in streaming nella tarda serata di ieri, medita di ricorrere al Consiglio di Stato. «Consiglio al Pd e al segretario provinciale Fava prudenza nel commentare con toni entusiasti il risultato di una elezione conclusa per una manciata di voti – ammonisce il senatore leghista, Stefano Corti – evidentemente per Fava garantire ai cittadini il processo democratico significa voler ribaltare il tavolo. Viceversa, noi pensiamo che ogni controllo davanti a risultati testa a testa sia non solo opportuno ma doveroso – e avverte – per questo la Lega indomita continuerà a difendere la libertà democratica dei cittadini e sta valutando se fare ricorso al Consiglio di Stato». Già ieri, Angelo Pasini aveva commentato l’esito del ricorso esprimendo soddisfazione per quanto confermato dal Tar: l’ufficio elettorale, guidato al tempo dal sindaco vicario Pasini, aveva adempiuto ai suoi doveri per garantire alle persone in isolamento domiciliare causa covid la possibilità di votare. Tuttavia, qualcosa era andato storto, tanto che il ricorso aveva preso in considerazione anche la testimonianza di quattro elettori ai quali non erano state recapitate le schede per il voto amministrativo, ma soltanto per quello referendario. «Angelo Pasini è entrato al Tar come candidato sindaco ed è uscito consigliere comunale – ribatte il Pd vignolese – Eppure l’unico commento che rilascia, dopo che il Tar dell’Emilia-Romagna, ha completamente rigettato il ricorso che puntava ad accreditarlo come il vero sindaco di Vignola, è che anche il Tribunale amministrativo ha certificato che gli uffici comunali, e di conseguenza lui come sindaco vicario, hanno fatto il loro dovere in occasione della tornata elettorale – e conclude – il giudice amministrativo è stato molto chiaro nel rigettare tutte le argomentazioni portate dalla Lega. Emilia Muratori è il sindaco democraticamente e legittimamente eletto dai vignolesi». —

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