Gazzetta di Modena

Modena

RILEVAZIONI DI CNA per il 2020 

Una raffica di chiusure Colpiti soprattutto Appennino e Area Nord

Una raffica di chiusure Colpiti soprattutto Appennino e Area Nord

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L’Ufficio Studi di CnaModena ha analizzato i dati forniti dalla Camera di Commercio su chiusura e apertura delle imprese nel 2020 disaggregandoli tra Comuni e tra le aree della provincia di Modena, uno studio che ha mostrato una conferma e una sorpresa.

La conferma è legata alle difficoltà dell’Appennino, uno dei territori dove il saldo tra nuove imprese e aziende cessate è particolarmente negativo (-1,4%, ben oltre il dato medio provinciale di -0,8%): 379 le cessazioni a fronte di 285 nuove iscrizioni. Particolarmente pesante la situazione a Palagano, Fanano e Montecreto, dove le chiusure hanno coinvolto rispettivamente il 9%, l’8,9% e il 7,4% delle imprese in attività, senza che queste siano state compensate da altrettante nuove aperture. Non mancano però i segni più: quelli di Pievepelago, ad esempio, che con un saldo di + 2,6% è il miglior Comune in provincia, e della vicina Fiumalbo (+1,6%). I numeri assoluti di questa crescita, però, sono ovviamente bassi. La sorpresa negativa, invece, arriva dall’Area Nord, dove insistono più del 12% delle attività economiche modenesi, che è la peggiore della provincia, con un saldo negativo tra chiusure e aperture che è quasi il doppio, in termini percentuali, di quello medio: 496 le cessazioni con 378 nuove iscrizioni. In questo caso Camposanto (-8,4%), Concordia (-7,6%) e San Possidonio (-7,4%) sono i Comuni più in difficoltà.

Mentre il capoluogo, dove opera più di un’impresa su quattro, è attorno alla parità, segnali positivi arrivano da Campogalliano, Maranello e Guiglia, caratterizzati dal segno più. Situazione particolarmente grave nell’artigianato, un settore che rappresenta oggi il 31,2% delle aziende in attività (era il 33,7% dieci anni fa). È su quest’ultimo che si concentrano le chiusure: il 37% delle attività che hanno chiuso i battenti sono appunto ditte artigiane. Anche nell’ambito dell’artigianato sono i piccoli Comuni a soffrire di più: i casi ancora di Camposanto, che ha registrato il 12,6% di chiusure da parte di artigiani, poi di Fanano (11,66%) e Medolla (11%) sono a testimoniarlo. Un fatto particolarmente grave perché è nell’artigianato che troviamo molte di quelle attività di servizio utili alle comunità: la loro scomparsa può accelerare l’abbandono dei piccoli centri, soprattutto in Appennino. Probabilmente nel 2021 questo processo si aggraverà, soprattutto in alcuni settori.

«Di certo i dati – dice Cna – confermano le difficoltà, da parte dei piccoli Comuni, di innescare quelle politiche utili a facilitare l’attività d’impresa. Una considerazione che deve portare a una rivalutazione delle fusioni tra Comuni». —



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