Gazzetta di Modena

Modena

«Aggregazioni e innovazione per rialzarsi»

Serena Arbizzi

In anteprima le conclusioni di “Progetto Carpi”, redatto dai quattro esperti: Mosconi, Ruggiero, Panarari e Carrosio

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Serena Arbizzi

«L’amministrazione comunale, in una città-distretto come Carpi, può e deve rivestire il ruolo di promotore del cambiamento, in primis lavorando per innalzare, sia in qualità, sia in quantità, gli “investimenti in conoscenza”, a partire da Ricerca e Sviluppo e formazione superiore del capitale umano, senza dimenticare gli assett riconducibili alle Ict (Information and Communication Tecnology, ndr)».

Il capitale umano è parte integrante della ricetta indicata per gettare il cuore oltre l’ostacolo e superare quella crisi che da decenni affligge il comparto del Tessile abbigliamento carpigiano. Una volta fiore all’occhiello mondiale, oggi il “made in Carpi” è ulteriormente messo a dura prova dagli effetti di una pandemia che pare senza fine. Per trovare una chiave di volta è nato “Progetto Carpi”, il gruppo di lavoro voluto dal Comune, che ha unito gli esperti Franco Mosconi, Paola Ruggiero, Massimiliano Panarari e Giovanni Carrosio: il frutto di mesi di incontri con gli stakeholders, ossia gli operatori dei vari mondi locali, dalle imprese, alle banche, ai sindacati, alle scuole, ha portato a un rapporto che sfiora le 200 pagine e indica, per ogni capitolo, una ricetta per contrastare la crisi.

Il rapporto si conclude con i risultati dell’indagine realizzata da Demoskopica sugli effetti della pandemia sul sistema economico carpigiano e, ancor prima, un capitolo intitolato “Maglieria e abbigliamento di Carpi”, realizzato da Carla Saruis, della direzione studi e ricerche, Intesa San Paolo.

La centralità del “capitale umano” è approfondita nella sue declinazioni portanti nel primo capitolo, in cui il professor Franco Mosconi indica il futuro di Carpi “verso un ecosistema della formazione superiore e dell’innovazione”. Qui è posto l’accento su una nuova politica industriale in cui la stella polare non può consistere nel progressivo ritorno alla normalità, grazie alle vaccinazioni, e la consistente ripresa nel 202 1 del commercio internazionale. «Serve un colpo d’ala – indica Mosconi – Una soluzione che nasca all’interno della città-distretto. Il colpo d’ala deve partire da tutta la classe dirigente e deve riguardare le questioni che più direttamente toccano la vita delle sue imprese».

Le imprese sono “comunità di persone” e oggi questo significa anche “investire in conoscenza”. Mosconi indica un “rafforzamento “alla tedesca” degli istituti e delle sedi presenti sul territorio modenese, carpigiano e mirandolese. In particolare, per il distretto il percorso si arricchisce in virtù della recente approvazione dell’accordo tra Unimore, Fondazione Crc e Comune per l’attivazione di un corso di laurea in ambito ingegneristico, con avvio nel 2022.

Altro tema che tiene banco, quello delle fusioni e acquisizioni. Se una volta, infatti, “piccolo è bello” era il leit motiv delle pmi, oggi una delle sfide è individuare come aggregarsi per affrontare, ad esempio, i mercati esteri. E le aggregazioni non riguardano soltanto imprese dello stesso distretto, ma anche di comparti gemelli. Particolare attenzione dev’essere data al regime fiscale. Fondamentali, inoltre, gli investimenti in ricerca scientifica, l’innovazione tecnologica. —

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