Dibattito sul futuro di villa Boschetti
Mattia Vernelli
SAN CESARIO. “Non è ancora chiaro cosa il Comune intenda fare di Villa Boschetti”, recita la nota diffusa dal Gruppo consigliare “Nuovo San Cesario” capitanato da Sabina Piccini e Ivano Soli. “È dal 1988 che la Villa è divenuta di proprietà dei cittadini, eppure continua per gran parte a rimanere inaccessibile. Tutte le Amministrazioni succedutesi fino ad oggi non hanno mai preso posizione in merito. Ad ogni tornata elettorale, il centrosinistra ha sempre proposto di farne un “centro culturale di aggregazione e conoscenza”, che però non si è ben capito di cosa si tratti”. L’obbiettivo della Lista “Nuovo San Cesario” è quello di far divenire la Villa sede del Comune, mettendo così in vendita il Municipio.
A far chiarezza sull’eventuale “centro culturale di aggregazione e conoscenza” ci ha pensato il sindaco Francesco Zuffi, che ha esposto il progetto di riqualificazione: «Abbiamo ottenuto a fine 2020 un finanziamento di 150 mila euro, per un progetto di recupero della Corte storica nel quale pensiamo di farci uno spazio per eventi culturali la stagione primaverile, estiva e autunnale. La mia contrarietà sulla proposta di trasferirvi la sede del Comune è di carattere puramente tecnico: la struttura non è in grado di accogliere un utilizzo intensivo e quotidiano, perché è una Villa del 1700 piena di barriere architettoniche, con una conformazione poco pratica, avente poca luminosità e solai molto alti che richiedono ingenti spese di manutenzione e riscaldamento. Vi costruiremo dentro un piccolo anfiteatro entro il 2022, che ospiterà eventi ed iniziative: diventerà un luogo di frequentazione assidua, per una offerta culturale che andrà dal cinema agli spettacoli teatrali». —
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