Il grido della famiglia alluvionata: «Noi ancora senza casa, serve aiuto»
Nonantola. La lettera è stata pubblicata dal Comitato che si rivolge all’Amministrazione «Bisogna dare risposte veloci a queste persone che ad oggi sono ospiti di amici e parenti»
Elena Pelloni
VIGNOLA. «Vorremmo fare conoscere anche la nostra situazione, quella delle tante famiglie sfollate, che hanno dovuto abbandonare la propria casa, la propria routine, la propria vita» inizia così la lettera di Veronica e della sua famiglia rimasta senza abitazione a seguito della rotta del Panaro del 6 dicembre scorso. Abitazione nella quale non è tuttora possibile rientrare a causa dell’inagibilità provocata dal fiume, ospite inatteso tra le mura domestiche.
«Ora siamo ospiti da parenti o amici - prosegue la lettera - dopo un mese e mezzo da quel terribile giorno, non abbiamo avuto nessun supporto, nessun intervento di aiuto da parte di Comune, Regione, Stato. Siamo finiti nel dimenticatoio, abbandonati a noi stessi, con svariati problemi a cui dover fare fronte. Dopo sacrifici per metter su una casa, una famiglia, ci siamo visti portare via tutto, sempre per un errore umano, per scarsa manutenzione, che ancora una volta ha distrutto la vita di tante, troppe persone».
Il Comitato di cittadini, formatosi a seguito dell’alluvione di dicembre, ha pubblicato la lettera in questione, chiedendo all’amministrazione di Nonantola di «poter dare una risposta in modo da riuscire a fornire una soluzione idonea e dignitosa a questa famiglia e ad altre nella stessa situazione».
E proprio stasera il Comitato si riunirà via streaming per stabilire di concerto la prossima mossa. Tra le possibili azioni volte ad accelerare i tempi per l’arrivo dei promessi risarcimenti economici, vi è anche quella legale contro l’Agenzia Interregionale per il fiume Po (Aipo). «Molte delle persone che sono state ospitate da parenti e amici sono state dimenticate - denuncia il Comitato - a loro non è stato conferito il Contributo per l'aiuto familiare». Contributo, il cosiddetto Caf, che è stato elargito a favore di chi fino all’inizio di questa settimana si trovava ancora alloggiato in albergo in via emergenziale. Per ogni nucleo familiare la Regione ha stanziato un diverso scaglione di contributo, calcolato sulla base del numero di elementi. Ma «la risposta non è adeguata», conclude il Comitato, mentre medita la via legale contro Aipo. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
