Imprese, crollano i ricavi ma l’80% non si arrende
Fatturati mediamente dimezzati La maggioranza dei titolari teme un ulteriore peggioramento Costi, Maletti, Sabattini: appello a un nuovo settore green
“Un imprenditore tanto smarrito quanto determinato ad andare avanti”: emerge questo dall’indagine realizzata da Demoskopika lo scorso dicembre per conto del Comune di Carpi. La perdita dei ricavi, arrivata oltre il 50 per cento in molti casi e da alcune difficoltà, tra cui l’erogazione dei servizi o della produzione, il rispetto delle scadenze nel pagamento degli affitti, delle bollette e il pagamento delle banche, documenta l’indagine riportata in appendice nel rapporto, sono tra i motivi del disagio manifestato dalla classe imprenditoriale, provata “dagli effetti del primo blocco totale delle attività economiche e dalla seconda ondata della pandemia. I titolari d’impresa, però, manifestano resilienza: quasi l’80 per cento rivela che intende andare avanti con l’attività, nonostante nove intervistati su 10 temano una terza ondata della pandemia.
Ancora, l’indagine parla di un valore medio di fiducia nelle istituzioni del 34,9 per cento: questa fiducia è riposta più in Regione e Comune rispetto alle altre istituzioni.
Dal punto di vista della congiuntura economica, poi, la quota degli operatori che prevede un peggioramento del quadro economico è pari al 52,4 per cento. I più ottimisti appaiono gli imprenditore del comparto costruzioni, i più pessimisti quelli del commercio. Intermedi gli industriali.
Riguardo al comparto moda, inoltre, i consiglieri regionali Palma Costi, Francesca Maletti e Luca Sabattini lanciano un appello: «È urgente aprire un tavolo istituzionale, a rischio tutta la filiera del Made in Italy’. Va sostenuta la conversione del settore verso il nuovo modello di green fashion nello spirito del Patto per il lavoro ed il clima appena sottoscritto». —
S.A.
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