«Per tornare ai livelli del 2019 dovremo attendere due anni»
«Ma per i settori ristorazione, cultura, trasporto persone si andrà fino al 2024» Riqualificare per salvare l’occupazione. Oggi assemblea con Sassoli e Bonaccini
Giovanni Medici
La cooperazione emiliano-romagnola dovrà attendere il 2023 per tornare ai livelli di fatturato del 2019, mentre i settori più colpiti dalla pandemia, come ristorazione, cultura, trasporto persone, dovranno aspettare il 2024. Lo dicono le stime di Prometeia che saranno presentate oggi alle delegate e ai delegati della Legacoop regionale, riuniti via Youtube in assemblea, appuntamento di cui ha parlato ieri il presidente Giovanni Monti.
«Continueremo a fare di tutto perché redditi delle imprese e posti di lavoro siano salvaguardati. La cooperazione – ha detto Monti – c’è».
All’assemblea parteciperanno il presidente del Parlamento europeo David Sassoli e quello della Regione Stefano Bonaccini. «Mentre con il governo negli ultimi mesi ci siamo sentiti poco – ha spiegato Monti – con la Regione c’è stato un forte coinvolgimento: la soluzione ai problemi si deve trovare assieme all’Europa, e il Patto per il lavoro e il clima è il luogo dove si può favorire l’integrazione dei progetti delle cooperative all’interno delle priorità concordate a livello continentale, grazie alle risorse stanziate per lo sviluppo e per affrontare nuove sfide».
Se la cooperazione ha tenuto in questo difficile frangente, la flessione nei fatturati però c’è stata, ha confermato Monti, senza però fornire anticipazioni rispetto ai dati di Prometeia che verranno presentati oggi. È di 42 miliardi il giro d’affari globale nel 2019; 2,5 milioni di soci, 150 mila lavoratori occupati nelle 1.300 cooperative aderenti: Legacoop è un colosso, che punterà sempre di più sull’innovazione digitale, l’economia circolare, la riqualificazione urbana, su una efficienza che si coniughi con i valori di sostenibilità, solidarietà, cultura.
«Noi ci confrontiamo con tutti – ha detto Monti – ma non consideriamo nostri interlocutori coloro che non combattono sovranismo, razzismo e antieuropeismo. La stabilità è determinante, speriamo che ci vogliano pochi giorni per il nuovo governo».
Quanto ai danni dovuti alla pandemia, Monti ha evidenziato che a soffrire di più in Emilia-Romagna sono stati nel 2020 «i servizi, in particolare la ristorazione collettiva e il trasporto persone, e, con ricavi praticamente azzerati, il settore cultura, spettacoli, eventi. Soffre il turismo, mentre gli altri comparti hanno subito danni più limitati. L’agroalimentare ha registrato una significativa contrazione delle vendite destinate alla distribuzione Ho.re.ca. e parzialmente nelle esportazioni. La grande distribuzione ha garantito sempre, assieme all’agroalimentare e alla logistica, la fornitura di prodotti anche durante il lockdown. La cooperazione sociale, assieme ai servizi di igienizzazione, ha costituito un elemento di tenuta fondamentale sul fronte del welfare».
Ma qui ora c’è un problema di personale: «Ci vorranno politiche attive, una volta terminato il blocco dei licenziamenti, per incrociare domande e offerta, puntando su formazione e riqualificazione. Da parte nostra – ha spiegato – non vogliamo lasciare indietro nessuno e licenziare nessuno, anche se la pandemia nel 2020 ha fatto più danni che la crisi degli anni 2008-2018».
Legacoop regionale può contare su imprese dai gruppi dirigenti saldi e con risorse pronte ad essere investite per il rilancio. «Come struttura metteremo a disposizione delle aziende servizi che possano aiutarle a sviluppare e a integrare i loro progetti, progetti che si potranno poi integrare a loro volta con quelli di altre coop ma anche di aziende private o pubbliche». Per l’opera di vaccinazione, Monti ha ricordato come la cooperazione abbia avviato una campagna di sensibilizzazione e coinvolgimento per assicurare la più ampia adesione, in particolare per chi è a contatto con persone fragili o opera in luoghi a maggiore rischio: «Siamo pronti a schierare anche i medici delle aziende». —
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