«Al S.Anna morti per i farmaci non per violenze»
Le morti durante la rivolta dell’8 marzo 2020 al Sant’Anna sono state causate non da pestaggi ma dall’ingerimento di farmaci. È quanto ha sottolineato il procuratore generale della Cassazione Giovanni Salvi ieri nella sua relazione all’inaugurazione dell’anno giudiziario: «La Procura ha accertato che i nove detenuti sono deceduti per l’assunzione di sostanze stupefacenti sottratte dalla farmacia e non per violenze esercitate nei loro confronti» ha detto. Immediata la reazione: «Queste parole restituiscono dignità e orgoglio al Corpo di polizia penitenziaria» ha scritto il sindacato Uilpa in una nota.
La rivolta scoppiò durante le proteste per le restrizioni legate allo scoppio dell’epidemia di Covid. Alcuni detenuti approfittarono dei disordini per entrare in farmacia, devastandola e saccheggiandola senza alcun freno dopo essersi barricati all’interno. Quando le forze dell’ordine riuscirono ad entrare, i nove si presentavano già in gravi condizioni per quanto ingerito.
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