Bper, nel nuovo Cda spazio a Unipol e Fondazione sarda
Avranno rappresentanza significativa anche i Fondi di investimento istituzionali Riforma approvata col 96,4% dei voti. Il presidente Ferrari: «Percorso evolutivo»
Stefano Turcato
L’assemblea straordinaria di Bper Banca per la riforma dello statuto ieri mattina non ha riservato sorprese con l’approvazione delle nuove regole che riguardano soprattutto l’elezione del nuovo Cda. Nuove regole che si possono sintetizzare in un concetto semplice: la banca, nel suo processo di maturazione come società per azioni di recente costituzione, decide di dare ampio spazio ai maggiori azionisti nella composizione del nuovo Cda, a partire dalla prossima assemblea dei soci di aprile. Quindi spazio a Unipol, che detiene poco meno del 19 per cento del capitale, a Fondazione di Sardegna, che controlla poco oltre il 10 per cento, e ai Fondi istituzionali, che complessivamente detengono circa il 45 per cento frazionato fra tutti.
La riforma dello statuto è stata approvata con il 96,4 per cento dei voti in un’assemblea in cui era rappresentato il 50 per cento del capitale della banca. Per l’elezione del Cda viene adottato un sistema proporzionale in relazione al capitale detenuto con alcuni correttivi e la grande novità è che non sarà più possibile la presentazione di una lista da parte del Consiglio di amministrazione uscente, la formula che in passato ha di fatto sempre consentito il pieno controllo.
Nell'assemblea di aprile è presumibile che Unipol, la Fondazione di Sardegna e Assogestioni, in cui sono rappresentati grandi Fondi istituzionali, si presentino con i propri candidati. Per concorrere al riparto dei 15 posti in Consiglio, assegnati con il sistema dei quozienti, le liste dovranno raccogliere voti pari ad almeno il 5% del capitale. Si tornerà invece al maggioritario qualora una lista dovesse essere sostenuta dalla maggioranza assoluta del capitale, con l'assegnazione di un numero di consiglieri compreso tra 12 e 14. In sostanza una lista può raggiungere questo risultato nell’ipotesi in cui ottenga il voto favorevole di più della metà del capitale avente diritto di voto. Ipotesi di non facile realizzazione. Si può invece prevedere che Unipol e Fondazione di Sardegna in una certa misura, ma in parte anche i Fondi istituzionali, potranno avere una rappresentanza significativa nel nuovo Consiglio di amministrazione.
E il nuovo Cda dovrà concludere l'integrazione degli sportelli di Ubi, che hanno consentito a Bper una importante crescita di dimensioni nel Nord Italia. Cda che sarà molto probabilmente ancora guidato dagli artefici degli ultimi successi della banca: l’Ad Alessandro Vandelli e il presidente Pietro Ferrari.
«La riforma statutaria deliberata – ha commentato il presidente Ferrari – segna un importante passo nel percorso evolutivo del sistema di governo societario della banca. La scelta di attribuire alle varie componenti dell’azionariato una rappresentanza nell’organo di governo della società proporzionale al numero di voti conseguiti in assemblea permetterà di ampliare ulteriormente la pluralità di posizioni e di punti di vista presenti in Cda. È motivo di soddisfazione constatare come le valutazioni che hanno ispirato l’intervento del Cda siano state condivise in modo oltremodo significativo dalla base sociale». —
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