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“Gettoni” dati in beneficenza Il Pd rifugge le accuse civiche

Stefania Piscitello
“Gettoni” dati in beneficenza Il Pd rifugge le accuse civiche

Si allarga la bagarre per la scarsa partecipazione all’impegno votato da tutti Il dem Remigio: «Abbiamo già fatto donazioni volontarie e tramite il partito»

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Stefania Piscitello

FIORANO. Sembra non esserci dialogo tra la maggioranza in Consiglio a Fiorano.

Ieri, Stefano Manfredini, capogruppo della civica “Francesco Tosi è il mio sindaco”, aveva punzecchiato il Pd. Il motivo? La mancata rinuncia dei gettoni di presenza del 2020 per l’emergenza Covid, dopo l’approvazione, all’unanimità, di un ordine del giorno attraverso cui il Consiglio esprimeva la volontà di “farsi promotore in maniera coesa di una forma di supporto territoriale pratica e simbolica”, invitando i consiglieri a confermare la scelta di rinunciare a una parte o all’intero gettone del 2020, per devolvere la somma ad enti di volontariato o al Comune.

Un gesto simbolico, nessun vincolo, un invito appunto. Invito accolto non da molti, stando agli atti. Su sedici consiglieri, di cui sei del Pd, quattro della civica e sei della Lega, solo in quattro, nel primo semestre hanno donato. I nomi? Stefano Manfredini, Maria Luisa Cuoghi, Donato Gualmini della lista civica e Gian Battista Giuliani del Pd. Manfredini ha sollevato la questione per un motivo: nei giorni scorsi, su Facebook, il Pd ha annunciato che alcuni dei consiglieri avrebbero rinunciato al gettone della seduta del 18 gennaio, durata giusto qualche minuto e convocata per le dimissioni del consigliere Schianchi della Lega.

Il capogruppo della civica a quel punto, è intervenuto: «Ci aspettavamo di essere avvisati, avremmo aderito anche noi». Manfredini ha parlato di «mancanza di coerenza» da parte del Pd. Ma così non è secondo Federico Remigio, capogruppo Pd in consiglio che, sulla rinuncia al gettone del 18 ha specificato: «Con la civica avevo intenzione di condividere la cosa nel pre-consiliare prima della seduta di giovedì, che poi non c’è stato, quindi la comunicazione purtroppo non è stata fatta. Se Manfredini ritiene giusto rinunciare al gettone può fare comunicazione al dirigente, noi non aderiremo tutti, si tratta di una cosa ancora in essere. Non ne stiamo facendo un discorso politico né di protesta».

Sulla mancata rinuncia al gettone per l’emergenza Covid, invece, Remigio sottolinea che, all’ordine del giorno sono stati posti diversi emendamenti per non renderlo vincolante: «Non si può imporre alle persone di rinunciare alla propria disponibilità. Noi del Pd avevamo già fatto donazioni volontarie e tramite partito. Se andiamo a vedere i bonifici che ho fatto io personalmente, superano il gettone di presenza. Ho già spiegato diverse volte a Manfredini che avevamo fatto parecchie iniziative di raccolta fondi». E, prosegue: «L’impegno preso non era vincolante, è passato all’unanimità perché si lasciava la libertà di scegliere sia la quantità sia a chi devolvere i gettoni». Appunto, non vincolante in materia di quantità o destinatario, ma approvato all’unanimità: quattro adesioni. «Certo – ribatte – però anche un loro consigliere non ha aderito». —

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