Sae, nuove idee per l'editoria: scuole di formazione e start up tra gli obiettivi del Gruppo
BOLOGNA. Dal quotidiano cartaceo al digitale, puntando sulla multimedialità, per arrivare anche alla creazione di un centro di produzione di contenuti audiovisivi. Tutto però con un un’impronta chiara: la territorialità. È il faro dell’informazione di prossimità a guidare i diversi i progetti messi in campo dal Gruppo Sae presentati ieri a Bologna in diretta streaming.
Sul palco virtuale si sono alternati il presidente e amministratore delegato Alberto Leonardis, Gianni Giovannetti, direttore Relazioni istituzionali, relazioni ed esterne; Luca Baldanza, direttore operativo, e Alberto Tivoli, direttore comunicazione e digital. Con loro anche Giacomo Bedeschi, direttore delle di Gazzetta di Modena, Gazzetta di Reggio e la Nuova Ferrara, e Stefano Tamburini, direttore editoriale del Gruppo e del quotidiano Il Tirreno. Tamburini ha insistito sulla forza dell’identità delle testate che «devono rappresentare punti di riferimento per le rispettive comunità», ha detto precisando, oltre agli elementi principali della linea editoriale, anche il valore dell’identificazione con il territorio di riferimento.
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«Siamo convinti – ha commentato il direttore dei giornali emiliani, Giacomo Bedeschi – che ci sia un rapporto forte coi nostri lettori, come quello che si instaura coi social network, ma con l’autorevolezza e i valori delle testate del cartaceo». Perché «la gente, soprattutto nelle comunità medie come le nostre, comincia a capire che c'è qualcosa di meglio di un post sui social non verificato».
Le ambizioni del gruppo sono state raccontate dal direttore operativo di Sae, Luca Baldanza: «Nel nostro programma ci sono diversi obiettivi: diventare produttori e distributori di contenuti multimediali e audiovisivi».
Attività, questa, che mira a coinvolgere realtà di primo piano come Netflix. «Inoltre vogliamo dare vita a un progetto di formazione giornalistica a livello universitario, anche in questo caso con riferimento in particolare al digitale. Quindi abbiamo l’intenzione di mettere in campo un acceleratore di start up sempre legate ovviamente all’editoria».
I progetti sul digitale saranno curati da Alberto Tivoli che è una delle anime emiliane del gruppo: «E questo per me è un’ulteriore motivazione. Sarà importante sfruttare nuove tecnologie e soprattutto restare al passo coi tempi. Un compito non facile anche per chi da tempo è del mestiere».
A confermare la spinta del gruppo è il presidente Alberto Leonardis: «Abbiamo avuto coraggio a investire in tempi di pandemia. Ma crediamo fortemente a questo progetto. Stiamo lavorando sodo e guardiamo anche all’orizzonte per vedere se ci sono nuove opportunità che possano fare al caso nostro. Stiamo vivendo un’avventura culturale e imprenditoriale per riportare l’informazione al centro della crescita». Leonardis ha insistito sulla necessità di farsi promotori di istanze locali. «Dare voce a chi ora è in difficoltà. Siamo una società – continua – che segue una linea editoriale di contrasto al privilegio: credo ci sia una forte esigenza di interpretare le nuove debolezze e le nuove povertà diverse dall’era pre-Covid». —
E.B.
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