Alice a 17 anni arriva a Italia’s Got Talent
In gara con una speciale coreografia di danza di Jon B. «Salire su quell’incredibile palco è stata la mia vittoria»
Daniele Montanari
Pavullo. A 17 anni, ha affrontato i riflettori di Cinecittà, e i milioni di telespettatori di Sky, trovando il coraggio nella sua infinita passione per la danza.
Prova “da grande” per Alice Leoni, astro della danza pavullese che ha già dato belle soddisfazioni alla sua città e al Centro Danza Studio Dia: tra le cose da incorniciare, le vittorie all’Arte Danza di Livorno e al Città di Rieti, i terzi posti all’Amsterdans e al Tanzolymp di Berlino. Stavolta è andata a Roma per mettersi alla prova con Italia’s Got Talent. Sì, il talent di Sky che vede in giuria Frank Matano, Mara Maionchi, Federica Pellegrini e Joe Bastianich. Ha portato una cosa poco televisiva: la danza contemporanea. Ma lo ha fatto da par suo, conquistandosi tre “sì” su quattro. Anche se in gara non è andata avanti, può essere fiera di se stessa.
Ha portato in scena una coreografia emblematica ideata da Jon B. Polo, guida della scuola assieme a Giannina De Donato. Ha iniziato l’esibizione tracciando sul pavimento con un gesso un cerchio poi via via cancellato nell’esplosione dei movimenti: «Un richiamo al mio paese, da cui uscivo per cercare la mia affermazione della vita, che immagino nella danza in giro per il mondo» dice piena di sogni. In tv mercoledì sera si è potuto vedere poco di quell’esibizione preparata con mesi di lavoro. Ma per lei la vittoria è già l’essere arrivata lì. «Tutto è cominciato inaspettatamente ad aprile - racconta - quando mi hanno contattata dal casting, probabilmente vedendo su internet com’ero andata in concorsi importanti. Io subito ero titubante, perché so che la danza contemporanea non è tanto televisiva ma più da teatro, perché più complessa nelle elaborazioni. Però mi piaceva tanto l’idea di mettermi alla prova, e alla fine ho detto di sì».
Poi però c’è stato un colpo di scena: quando già aveva iniziato a prepararsi le hanno scritto sostanzialmente che avevano cambiato idea e che non prevedevano più la sua partecipazione. «Allora ho scritto un messaggio al casting in cui dicevo che mi dispiaceva molto perché secondo me anche il mio tipo di danza meritava visibilità, perché anche se più complicata, arriva all’anima delle persone. Hanno fatto leggere il mio messaggio agli autori e allora hanno deciso di prendermi di nuovo, perché gli piaceva la mia determinazione».
Così la preparazione è entrata nel vivo e si è arrivati alla trasferta a Roma, sotto gli occhi orgogliosi di mamma Roberta e papà Sergio. «Ero così emozionata che non ricordo quasi nulla di quel palco. So solo che alla fine mi son detta: “Brava Alice, hai ballato bene”. M’interessava questo, il dare il meglio di me per la danza. Perché nella danza vedo il mio futuro: dopo il Cavazzi, il sogno è di studiare a Vancouver per diventare professionista». —
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