«Basta rinvii, il 15 si apre o chiudiamo tutti»
«Con la Regione gialla non c’è motivo di non decidere. Il protocollo sicurezza c’è. L’economia e le attività stanno crollando»
Gianluca Pedrazzi
SESTOLA. «Tante regioni compresa la nostra sono diventate gialle e sono veramente contento per tutte quelle attività che possono riaprire e vedere uno spiraglio ma, purtroppo, la decisione per l’ apertura degli impianti di risalita è stata rimandata ancora di una settimana». Luciano Magnani, presidente del Consorzio del Cimone non ci sta. Deluso? Arrabbiato? «Piuttosto preoccupato ne va della sopravvivenza dell’azienda Cimone- spiega - Come impiantisti, come albergatori, come attività commerciali di tutto il comprensorio. Ma penso anche alle Piane di Mocogno, a tutte le atti ità che ruotano attorno il turismo invernale e lo sci. Questo ennesimo rinvio sta mettendo veramente a dura prova tutti gli operatori del settore. In questi mesi e settimane abbiamo accettato tutte le decisioni ma se il governo e il Comitato Tecnico Scientifico non ci permettono di aprire il 15 febbraio , vedo veramente il tracollo economico di tante stazioni sciistiche compresa la nostra. La azienda Cimone è esattamente dal 9 marzo scorso che ha chiuso gli impianti di risalita e facendo i conti rispetto alla media delle stagioni precedenti arrivando al 1 febbraio abbiamo un incasso in meno di 4, 8 milioni che comprende non solo le perdite di questa stagione mai partita ma anche di quella dello scorso anno. Stiamo spendendo soldi per mantenere le piste battute, per essere pronti con la sicurezza, per distaccamento valanghe è tutto quello che comporta per mantenere viva una stazione con 50 km di piste senza non incassare nemmeno un euro e non avere uno sciatore in pista. È veramente una situazione difficile che potrebbe rilevarsi disastrosa. Non dimenticandoci di tutti quei dipendenti stagionali che non percepiscono uno stipendio. I 130 maestri di sci, i noleggiatori, gestori di bar rifugi e ristoranti. Tutte quelle famiglie che affittano i loro appartamenti e dei tanti albergatori che con gli alberghi aperti e gli impianti chiusi non hanno clienti. E le altre attività che vivono grazie alla filiera della neve. Ricordo sempre che attorno al Cimone lavorano per questa filiera 1800 persone. Laa giunta ed in particolare il presidente Bonaccini, anche come presidente della Conferenza delle Regioni e l’assessore al Turismo Corsini si stanno interessando e sono vicini ai nostri problemi, ma questi continui rinvii stanno mettendo a dura prova la montagna. Così come gli istituti bancari devono capire che il territorio va sostenuto anche in questa fase. Il 15 febbraio è una data decisiva. Non ci possono essere incertezze e altri rinvii». —
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