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finale 

Colpito da un pugno in cantiere È in coma, arrestato il collega

Fabio Terminali

Il litigio in un’area a Cento: il 32enne è stato trovato a terra ma senza ferite I carabinieri hanno fermato un altro artigiano che gli ha rifilato il colpo violento

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FINALE. Una lite violenta all’interno di un cantiere edile di Cento, culminata con un pugno in faccia che lo ha fatto stramazzare a terra, provocandogli un’emorragia celebrale. Un 32enne tunisino, residente a Finale, è ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale di Cona, dopo essere stato sottoposto a un’operazione urgente alla testa. Mentre il collega, 43enne italiano, modenese - R.V.P. le sue iniziali – è stato arrestato dai carabinieri ed è in carcere a Ferrara, accusato del reato di lesioni personali gravi.

Tutto è avvenuto sabato in un condominio a più piani di via Frescobaldi dove sono in corso da qualche giorno lavori di efficientamento energetico legati all’ecobonus 110%. Nel cantiere è all’opera una squadra di posatori di cappotti termici, dipendenti di una ditta in appalto del Modenese. Ne fanno parte anche i due operai venuti alle mani.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, la lite avrebbe a che fare con il metodo di lavoro e al dettaglio di alcune operazioni, che all’operaio tunisino non soddisfano. Parte qualche critica diretta al collega: punzecchiature, frecciatine, battute a voce più o meno bassa. Anche per futili motivi. Al che l’edile modenese controbatte e dice all’altro di smetterla, ma la discussione continua.

È al pomeriggio che tutto trascende. I due si affrontano appena fuori dall’area di cantiere, il 32enne incassa il pugno e cade a terra sbattendo violentemente la testa. È una donna che abita in via Frescobaldi a notare tutto quel trambusto e a chiamare il 112.

Quando sul posto arriva la pattuglia dei carabinieri di Renazzo per strada c’è un gruppo di operai. A terra, il collega tunisino. Gli operatori del 118 lo soccorrono. Lui è cosciente e in un primo momento le sue condizioni non sembrano così gravi, e quindi viene trasportato al pronto soccorso di Cento. Ma dall’esame radiologico cui il 32enne viene sottoposto, i medici rilevano una situazione ben più seria, tanto che chiamano l’elisoccorso per portare il paziente a Cona. Dove l’allarme sale al massimo livello: a quel punto è indispensabile un intervento neurochirurgico per rimuovere un’emorragia cerebrale, dovuta a quel pugno che ha finito per rompergli la teca cranica. Ricoverato in terapia intensiva, le sue condizioni di salute sono molto gravi e secondo i sanitari rischia la vita.

Nel frattempo i carabinieri ascoltano i vari operai e data la situazione procedono con l’arresto del 43enne, portato nel carcere di Ferrara, in attesa dell’udienza di convalida del provvedimento restrittivo da parte del giudice. —

Fabio Terminali

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