Cna a fianco dei ristoratori: «Subito i fondi di sostegno»
Vertice dell’associazione e Comune alla protesta in città davanti ai locali con candele per simboleggiare che si rischia di chiudere
Alfonso Scibona
Arriva anche a Sassuolo la protesta dei ristoratori di Cna. L'altra sera “Il Pifferaio Magico” e “MangiaMò” hanno aderito all’iniziativa di sensibilizzazione lanciata da Cna in tutta la provincia per evidenziare lo stato di crisi dei bar e ristoranti e sollecitarne la riapertura, eventualmente con protocolli più stringenti di quelli attuali. Un tavolo davanti al proprio locale con una candela, a simboleggiare luci che si stanno lentamente ma inesorabilmente spegnendo. Presenti, in questo mini tour c'erano il direttore Cna sassolese Saverio Marmo, il segretario provinciale Alberto Papotti e il presidente Cna Sassuolo, Lapo Secciani; con loro anche l’assessore allo sviluppo economico Massimo Malagoli a testimonianza della vicinanza dell’amministrazione a una categoria in forte difficoltà. «Abbiamo solo bisogno di riaprire al più presto – ha detto Angela Fontana, titolare de “Il Pifferaio magico” di via Montanara – ed abbiamo tutti i tavoli già pronti per San Valentino, sperando che il governo ci faccia questa concessione. La sicurezza nel locale è assoluta, a prova di controlli, anche rigidi». «Una iniziativa partecipata e condivisa attuata nel pieno rispetto delle regole – ha commentato Lapo Secciani – per sottolineare come, senza riaperture, questa categoria rischia di lasciare per strada centinaia di imprese: serve agire adesso. Le nostre imprenditrici e i nostri imprenditori sono allo stremo, hanno investito per mettere a norma i propri locali, ma nonostante questo gli è impedito svolgere la propria attività. A novembre la politica ha chiuso i locali per permettere loro di lavorare nel periodo di Natale. È stato detto che non si poteva riaprire perché altrimenti sarebbe salito l'indice di contagio, cosa per altro avvenuta nonostante le chiusure, a dimostrazione che non sono i locali i principali luoghi di diffusione del virus».
Secondo l’associazione, si tratta di porre rimedio alle incongruenze delle attuali limitazioni. Ecco le richieste di Cna per il settore: immediati ristori per tutte le attività della filiera; sospensione delle bollette di luce e gas (in alternativa, la loro defiscalizzazione); possibilità di apertura nell’ora di pranzo in zona arancione; apertura serale sulla base di un rafforzamento dei protocolli (quali il distanziamento minimo tra i tavoli assicurato da separé o, in assenza, da una distanza minima di due metri, la chiusura alle 21.30 per il rispetto del coprifuoco).
«Nel rispetto delle regole noi andremo avanti - ha aggiunto il presidente della Cna cittadina - affinché il decisore politico ascolti le nostre proposte e permetta a questo settore di poter ricominciare a lavorare. La strada è già difficile se si riparte a breve, se ci saranno altre fermate tante aziende rischiano davvero la chiusura totale». —
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