“Comitato per la verità” sulle 9 morti in carcere
Mantenere alta l'attenzione sulle indagini in corso e aiutare i detenuti che, dopo la rivolta dell'8 marzo 2020 nel carcere Sant'Anna (nove di loro hanno perso la vita, 5 in carcere e 4 durante i trasferimenti), vivono ora una situazione critica nelle nuove strutture dove sono stati trasferiti. Sono gli obiettivi del comitato “Verità e giustizia per la strage del Sant'Anna”, che si presenta ufficialmente alla città questo sabato alle 10.30 in piazza Grande accanto al Duomo. Un'esperienza che Alice Miglioli, uno dei portavoce, definisce «un comitato di scopo o meglio un tavolo allargato, senza casacche politiche, legato al Consiglio popolare di Modena nato per la vicenda Italpizza» e che vede oggi impegnate attivamente una ventina di persone, referenti di altrettante realtà tra organizzazioni, partiti e movimenti sindacali modenesi.
«Cerchiamo di tenere alta la testimonianza su quanto accadauto, dando voce anche alle lettere e agli esposti dei detenuti, perché la verità ufficiale su quello che è successo non convince. Crediamo che sia responsabilità della società civile modenese impedire che cali il silenzio sulla strage più grave dal dopoguerra in città». «Molti dei detenuti che sono stati trasferiti- spiega Miglioli- si trovano in condizione di isolamento in altre carceri italiane ormai da mesi. Questo vuol dire non potere neanche ricevere pacchi». Per questo, conclude Miglioli, «soprattutto per i reclusi stranieri che non hanno famiglia in Italia, ci stiamo attivando per inviare loro generi di prima necessità, come coperte e pigiami caldi». —
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