Gazzetta di Modena

Modena

finale 

«Pugno al mio collega Non ne potevo più»

1 MINUTI DI LETTURA





FINALE. È tuttora ricoverato in coma a Cona l’operaio di 32 anni colpito con un pugno in un cantiere di Cento. Il collega, invece, resta in carcere, in attesa dell’udienza di convalida del fermo disposto dal pm Ciro Alberto Savino. Nei confronti del 43enne modenese l’accusa resta quella di lesioni gravi. Ma è evidente che se le condizioni dello straniero dovessero precipitare inesorabilmente, la fattispecie di reato andrà ricalibrata.

Sono ore di tensione quelle che si stanno vivendo tra il reparto di Terapia intensiva di Cona e il carcere per quanto avvenuto nel cantiere di via Frescobaldi dove i due lavoravano per eseguire il cappotto di un palazzo.

«Sì, l’ho colpito, ma per tutta la giornata lui mi aveva infastidito, non ne potevo più», ha ammesso fin da subito il 43enne ai carabinieri che lo hanno ascoltato. È stata una residente, allertata dai rumori che arrivavano dall’esterno del cantiere, a chiamare il 112. Poi l’arrivo dei sanitari e il trasporto del 32enne prima al pronto soccorso di Cento e in seguito a Cona. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google