Faso: «Vado in pensione lascio il comando dei vigili»
«Sarò a disposizione solo per qualche mese per concludere il lavoro fatto» «Stiamo riorganizzando la Polizia Locale e avremo fino a dieci agenti in più»
Alfonso Scibona
Il comandante della polizia municipale Stefano Faso va in pensione. Le voci si stavano ripetendo da qualche settimana ma arriva oggi, dalle sue parole, la conferma diretta.
«Ancora alcuni mesi, nel corso dei quali voglio completare la fase di ricambio generazionale all'interno dell'organico – è la conferma di Faso – e poi, con coerenza, mi faccio da parte anch'io».
Classe 1960, origini siciliane, Faso ha avuto tre fasi lavorative molto intense. La prima, nell'arma dei carabinieri, per circa 11 anni, con servizio a Napoli, Bari, Modena e Pavullo, da dove si è congedato col grado di capitano. «Quando ero a Pavullo – ricorda – ho vissuto un momento impegnativo legato all'assassinio di un giovane di Sassuolo da parte di un diacono della Consolata, finito con l'inseguimento e l'arresto dell'assassino. Una storia che mi ha molto colpito dal punto di vista professionale e umano».
Motivo dello stacco dall'Arma?
«Volevo mettere su famiglia – spiega – e continuando la carriera nei carabinieri sarebbe stato quasi impossibile, visto che ogni 3-4 anni si viene trasferiti in un altra zona, il più delle volte lontana dalla precedente».
Residenza a Modena e seconda fase lavorativa nell'amministrazione del capoluogo.
«È stata una esperienza positiva anche quella – conferma – che mi ha visto impegnato nella polizia municipale come vice comandante e con incarichi di una certa responsabilità».
Poi arriva la chiamata da Sassuolo, la prima, da parte dell'allora vice sindaco e assessore alla sicurezza Francesco Menani, nella legislatura allora guidata dall’ex sindaco Luca Caselli.
«Era il 2010 e nella prima fase ho lavorato molto per l'istituzione della sezione di polizia giudiziaria, di contrasto allo spaccio di droga e della presenza di clandestini in città. Abbiamo lavorato tantissimi per liberare alcune zone da questo malaffare, soprattutto nel quartiere Braida. Con l'arrivo di Claudio Pistoni a sindaco, in un primo tempo ho continuato quanto avviato, poi sono stato invitato dallo stesso sindaco a farmi da parte a causa di un avviso di garanzia (per un reato che poi è stato archiviato) e sono passato a dirigere il primo settore di servizi comunali».
Nel 2019 seconda chiamata, sempre da Menani.
«Quando è stato eletto sindaco mi ha chiesto di rientrare a dirigere la polizia municipale e non potevo certo dirgli di no. Nuovo impegno, riorganizzazione e ampliamento dell'organico e, negli ultimi tempi, anche un ricambio generazionale che sarà completato da un nuovo concorso con il quale verranno assunti tra gli 8 ed i 10 nuovi agenti».
Lei staccherà tra qualche mese e non subito, e ha però deciso di non continuare fino a fine legislatura.
«Voglio finire quanto iniziato – conclude – per non dare al sindaco problemi maggiori di quanti non ne abbia. Staccare prima della fine legislatura, ma con qualche mese di preavviso, consente allo stesso sindaco di guardarsi intorno e scegliere chi potrà succedermi nell'incarico. Finire prima anche per recuperare tempo negli affetti che ho trascurato per troppi anni. Una pausa sabbatica dovuta e poi qualche saltuario impegno che mi gratifichi e che mi occupi del tempo che, senza offesa per nessuno, non voglio dedicare a qualche partita a carte in una bocciofila». —
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