La prima auto sarà la S9 ibrida poi solo elettrica
Nella presentazione di ieri Jonathan Krane di Silk Ev ha più volte sottolineato il coinvolgimento delle elevate competenze presenti sul territorio, dalle università alle aziende di fornitori: prima fra tutte la Dallara per la parte che riguarda i telai e l’aerodinamica.
Le Supercar saranno ideate e sviluppate sotto la guida del designer Walter De Silva in Emilia-Romagna, dove Silk Ev ha la sua sede centrale nel Reggiano, mentre la produzione su larga scala avverrà sia nella Motor Valley emiliana sia a Changchun, dove ha sede il quartiere generale di Faw. La nuova linea di vetture si legherà, in Cina, al brand Hongqi, mentre in Italia e nel resto del mondo il nome del marchio è ancora in via di definizione.
La prima di queste Supercar si chiamerà S9 e sarà ispirata, almeno come impostazione, all’omonima vettura presentata al Salone di Francoforte del 2019 con il marchio Hongqi. Seguiranno una S7, altra auto destinata alle linee della fabbrica italiana, e una S5 più altri due modelli che potrebbero invece uscire dalle catene di montaggio di un impianto in Cina.
La S9 è stata definita da Jonathan Krane una «ultraluxury new energy sportscar», un’auto sportiva extra lusso che secondo De Silva «avrà prestazioni molto elevate e un powertrain conseguente». Secondo Krane in un primo tempo la S9 sarà una vettura ibrida plug-in, alla quale seguirà una variante elettrica pura.
L’auto che era stata presentata a Francoforte si basava su un motore benzina V8 di 4.0 litri associato a un sistema ibrido per una potenza complessiva di 1.400 cavalli. —
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