Modena L'officina delle api Quando l’arte diventa un metodo per l’inclusione
Laura Solieri
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Come le api con la loro laboriosità proteggono la vita e la bellezza del nostro pianeta, fare in modo che l'arte sia accessibile a tutti è un modo per salvaguardare il pianeta dall'arroganza e dall'indifferenza, per creare una comunità solidale e sensibile ai linguaggi artistici. E questo succede a Modena grazie ad Officina delle Api - Arti Per l’Inclusione, associazione nata con l’intento di promuovere le arti - in particolar modo quelle performative quali teatro, danza, musica, cinema - l'educazione e la cultura in un'ottica inclusiva.
«L’associazione è nata nel 2017 ma i fondatori lavorano da sempre nelle arti e nel contesto sociale e delle disabilità e già lavoravano insieme da anni curando il Laboratorio Teatrale Integrato di Modena – racconta Sara Di Fabrizio, pedagogista, operatrice teatrale e presidente di Officina delle Api - Ci sono tante esperienze simili in giro che si occupano di teatro con non attori, ma che io sappia il Laboratorio Teatrale Integrato è un progetto unico in Italia e credo anche in Europa, perché c’è con continuità da 25 anni ed è un progetto che nasce dalla volontà di un’istituzione, inizialmente l’Ausl e poi il comune di Modena, rivolto a un’utenza mista, disabili e non. Tale continuità è da riconoscere fortemente all'assessorato alle Politiche Sociali che ha sempre creduto nei valori sociali e artistici del progetto».
Il Laboratorio si caratterizza per la metodologia di lavoro basata sul teatro sperimentale, un forte lavoro corporeo, la scrittura scenica (i testi nascono quasi totalmente dall’improvvisazione) e l'utilizzo di tratti biografici degli attori. Ogni anno, il Laboratorio presenta alla città i suoi spettacoli nei teatri cittadini, su tematiche in cui l’identità e l'alterità sono temi ricorrenti nel dialogo con gli spettatori. Inoltre ha accolto e formato un grande numero di persone disabili, volontari, studenti, insegnanti, educatori. «Il Laboratorio diventa anche un avamposto importante che dialoga con i Servizi sociali e contribuisce a trovare delle soluzioni, dei percorsi alternativi utili alla risoluzione delle criticità – spiega Sara - Inoltre c’è anche un grande lavoro con le famiglie alle quali offriamo degli incontri di teatro per dialogare in altre forme che evitano la separazione e aiutano piuttosto a mettere in comune. Un’esperienza mutuata che può aiutarli a comprendere meglio il percorso di genitori, quello dei figli e le relazioni sociali che interagiscono nella loro vita». Le collaborazioni non mancano: con gli scout, il Centro Servizi Volontariato, il mondo della scuola.
«Siamo partner del progetto del Csi “Superabile oltre lo sport” nel quale proporremo laboratori teatrali integrati per le scuole in spazi teatrali ma anche in luoghi inusuali della cultura in città. Stiamo creando contatti con l’Università per attività di tirocinio e collaboriamo con varie associazioni come Anffas e Asia Modena oltre a essere soci di Abate Road 66, un nuovo luogo che fa arte e cultura accanto alla stazione di Modena» racconta Sara.
Officina delle Api si occupa anche di uno stage aperto alla città, di una rassegna di video e cinema inclusivo e di teatro e danza inclusivi. «Durante il lockdown abbiamo continuato a lavorare in remoto sul nostro spettacolo “Questa sera si recita a soggetto”, poi abbiamo ripreso in presenza da settembre a novembre e filmato il nostro spettacolo fatto a porte chiuse – conclude Sara - Ma soprattutto abbiamo realizzato dei video e il cortometraggio “Altro che stare a casa” ideato e diretto da Stefano Daniele Orro, legato a quello che stavamo vivendo, l’impossibilità di fare teatro in presenza. Il lavoro in remoto per noi è stata la dimostrazione, come dice il nostro regista Ulisse Belluomini, di saper cambiare linguaggi e applicare il lavoro empatico e di inclusione anche alle nuove tecnologie».
Le nuove tecnologie, in particolare, hanno aiutato tanto uno degli attori disabili del progetto a esprimere la sua straordinaria capacità poetica virtuale in rete, scrivendo brevi poesie che gettano semi di speranza, fiducia, amore in modo spontaneo e capace di scandire il tempo della chat di Whastapp con parole straordinarie, da cui nascerà la pubblicazione e il reading “Noi Siamo Felicità”. Il prossimo mese riprenderanno le attività in remoto dell’Officina delle API per preparare il nuovo spettacolo ispirato alle opere di Calvino e una mostra fotografica. Per informazioni: officinadelleapi@gmail.com - 3498500146. —
<SC1038,169> RIPRODUZIONE RISERVATA
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