Prometheus, fondi per lanciare il cerotto che guarisce le ferite
Da un paio di anni la start up Prometheus, sorta a Mirandola nella struttura del Tecnopolo locale, è al centro dell’attenzione per i suoi tessuti applicati con successo in ambito veterinario. Una vera e propria seconda pelle che ora si vuole applicare alle ferite umane.
Si tratta di un cerotto, se così si può definire e chiamato Ematik, che ora potrà avere un salto di qualità.
E per questo è stata lanciata una campagna di crowdfunding da circa 600mila euro. Tra gli obiettivi principali della raccolta, ottenere il marchio CE per rendere il cerotto utilizzabile anche nelle strutture ospedaliere e facilitare la guarigione dei pazienti.
La campagna è stata avviata ieri per chiudersi il prossimo 31 marzo sulla piattaforma MamaCrowd, il link diretto.
Ematik accelera il processo di guarigione delle ferite croniche, come piaghe da decubito e ustioni, che colpiscono un paziente su cinque negli ospedali e affliggono ogni anno 20 milioni di persone nel mondo, con un impatto negativo sia emotivo che economico, data la lunga durata e invasività dei trattamenti.
Ideato da tre giovani biotecnologi under 30 che nel 2017 hanno fondato Prometheus - Alice Michelangeli, Valentina Menozzi e Riccardo Della Ragione - Ematik è un cerotto bioriassorbibile e altamente personalizzato sulle caratteristiche del paziente, perché combina il suo sangue con biopolimeri ed è in grado di dimezzare i tempi di guarigione, senza lasciare cicatrici. La startup mirandolese vanta collaborazioni con vari atenei, come l'Università di Parma e l'Università di Perugia. «Abbiamo dimostrato l’efficacia di Ematik – spiega Valentina Menozzi di Prometheus – nel settore veterinario, aiutando moltissimi animali a guarire da ferite di diverso genere, anche molto estese, adesso è arrivato il momento per il passo successivo e per questo siamo alla ricerca di investitori che credano nel nostro progetto».
Tutti gli investitori che avevano preso parte al primo aumento di capitale da 250mila euro nel 2018, come Nathura Holding, hanno già rinnovato la fiducia nel progetto.
Tra i primi a credere nel progetto c’è Andrea Chiesi della grande azienda Chiesi Farmaceutici, salito a bordo nel 2017. —
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