«Una boccata d’ossigeno, ma stagione compromessa»
L’analisi degli albergatori Frodati: «Salvare il salvabile da qui al prossimo mese» Baisi: «Quanti “ponti” persi, puntiamo a questo finale»
«Bella notizia, mi viene da dire che era ora». Sono le parole di Matteo Baisi, titolare dell’Hotel Firenze di Fanano. L’albergatore quindi entra nel merito: «Mi sento sottolineare che gli impianti non erano da chiudere, specialmente nel nostro Appenino dove non sono cabinati». Si entra quindi nel dettaglio della stagione che ormai è persa, ma che inizierà con il 15 febbraio: «È un contentino, in questo modo non dovranno darci quello che ci spetterebbe se tenessimo chiuso per tutto l’inverno. Un peccato non aver potuto aprire, oltre ai tanti “ponti” è arrivata anche la neve». Non resta che guardare al futuro: «Esattamente - continua Baisi - questo abbiamo e questo ci teniamo, speriamo poi di ricevere qualche contributo. Non scordiamoci, infatti, che qui in Appennino la stagione si interrompe bruscamente a marzo per poi riaprire a giugno. Il “grosso” del nostro lavoro è andato in fumo con lo stop causato dal Covid. Adesso prendiamoci questa boccata d’ossigeno. Una boccata appunto, purtroppo nulla di più».
Da Fanano a Sestola dove c’è l’Hotel Miramonti di Silvia Frodati: «La notizia della riapertura fissata per il 15 è bellissima, quello che ci voleva. Manca la nostra clientela, qui “viaggiamo” con i turisti che sciano». Anche in questo caso il focus si fa generale: «La stagione è “andata”, ad incidere è stata pure l’impossibilità di accogliere i gruppi di clienti che solitamente arrivano durante la settimana. Credo che ora sarà difficile recuperare, speriamo almeno di parare qualche colpo. E speriamo che la gente abbiamo voglia di venirci a trovare». —
E.B.
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