Gli artisti, gli amici e i colleghi «Abbiamo perso un maestro»
«Ho imparato molto, lavorando come disegnatore a 19 anni da lui per sei mesi. Per questo gli ho dedicato sempre le mie pubblicazioni. Sono rimasto ammaliato per l’ingegno nei progetti, ma soprattutto per le mani di artigiano, vedendolo lavorare al tornio il legno. Persona colta, con una fantastica biblioteca di architettura e di fotografia, era avanti anni luce rispetto all’architettura che si faceva allora a Modena. I suoi progetti mi ricordavano molto quelli di Alvar Aalto e Le Corbusier». È il ricordo dell’architetto Gentilini che racconta anche di aver incontrato, cinque anni fa, Leonardi. «Ci salutammo e mi chiese dove stavo facendo danni. Poi mi disse: “Non sono riuscito a storicizzarmi”. Gli risposi: “Non ora, ma vedrai che quando morirai…”. Mi fece, serio, le corna. Guardandoci negli occhi scoppiammo a ridere». Franco Vaccari ha conosciuto Cesare al tempo del liceo e lo frequentava anche in modo assiduo, ma poi i contatti sono stati rari. «Ero stato invitato ad una serata per parlare di lui, purtroppo mi è dispiaciuto dire di no, soltanto perché avevo pochi elementi per raccontare il suo lavoro. Ma certamente, Leonardi è una persona di grande valore». Per Beppe Cottafavi, direttore del “Dondolo”, casa editrice digitale del Comune, «Cesare è stato amico di una vita perché aveva lo studio in via Fabrizi, accanto a casa mia. Quando ero studente all’università, la sera quando finivo di studiare andavo da lui. C’era anche Franca Stagi. Era un luogo di chiacchiere molto intelligenti, ma anche di lambrusco e di mangiate di salame. Credo di essere stato il primo a collaudare un suo “solido”, una seggiola costruita con le sue mani. L’ho visto all’Accademia militare, quando Einaudi venne a presentare l’enciclopedia, dove vennero filosofi e matematici internazionali. Poi ho visto nel suo studio il libro “Teorie delle catastrofi” di René Thom, tutto sottolineato nella parte in cui si parlava di parchi. Si vedeva che era innestato nella migliore cultura internazionale».
Leonardi ha fatto parte del gruppo degli artisti modenesi (Parmiggiani, Della Casa, Cremaschi, Valbonesi…) alla manifestazione d’avanguardia “Parole sui muri” a Fiumalbo. «Era con noi, ma agiva anche in modo indipendente, perché interessato a tutto. Mentre noi avevamo una grande tenda, dove stavamo a decine, lui aveva portato una tendina per conto suo. C’è stato un periodo di grande amicizia. Poi ognuno ha seguito la sua strada. Devo dire che aveva la dimensione giusta del suo valore. Era anche alquanto critico. Franco Fontana ricorda la comune partecipazione alla rassegna di Arles, negli anni Settanta. “Dirigevo, per la parte italiana, gli incontri internazionali che si svolgevano nella cittadina francese, e ritenni opportuno invitare anche Cesare. È stata una grande e bella esperienza. Ricordo anche tante cene insieme». —
Michele Fuoco
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