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Modena

processo con 28 imputati 

Raduno per Forza Nuova ma lui non era presente e un tatuaggio lo assolve

F.D.
Raduno per Forza Nuova ma lui non era presente e un tatuaggio lo assolve

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Ventotto imputati, 26 antifascisti e 2 di Forza Nuova: è stata una maratona quella che ha impegnato il giudice Francesco Cermaria che dovrà valutare i fatti accaduti nella serata del 4 agosto 2017. In quell’occasione per protesta contro un presidio autorizzato di Forza Nuova arrivarono in via Marx diverse decine di persone, alcune delle quali reduci dall’altro presidio in piazza Martiri organizzato dall’Anpi.

Ci furono momenti di tensione, hanno ricostruito i vari testi, e un sovrintendente della polizia di Carpi venne colpito con un’asta di una bandiera da un militante di Fn. «Non volevo colpire lui», ha ammesso l’imputato.

E mentre la Digos e la polizia hanno delineato la situazione («Eravamo in pochi e siamo comunque riusciti a tenere a distanza i due gruppi se non per qualche istante in cui c’è stato un contatto»), è toccato ai testimoni delle difese degli antifascisti - rappresentati da Fausto Gianelli, Tatiana Boni e Giorgio Pellicciari- offrire un quadro della serata. Una ragazza, che ha ammesso di aver cantato “Bella Ciao”, ha testimoniato assistita, mentre altri hanno asserito che l’aggregazione in via Marx è stata spontanea: «Eravamo curiosi di vedere chi erano i fascisti visto che a Carpi non si erano mai palesati», hanno detto. E proprio sulla partecipazione ai canti verterà la posizione di molti degli imputati visto che non sono tantissimi quelli descritti come “in prima linea” o “piuttosto attivi” con cinghie e tirapugni.

Curiosa poi la posizione di un ragazzo di San Felice, che ha sostenuto di non essere stato a Carpi, supportato dalla fidanzata («Eravamo insieme a casa sua», ha detto) la quale non lo ha riconosciuto nella foto mostrata dalla Procura: «Questo – ha indicato – ha un tatuaggio, il mio fidanzato no...». —

F.D.



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