Ups, addetti in rivolta «Aumento di lavoro senza aiuti alle dogane»
Stato d’agitazione all’Ups dopo che l’azienda ha stabilito a Carpi l’hub per l’arrivo e le partenze delle merci da e per la Gran Bretagna.
«Questo ha significato un aumento incredibile delle attività doganali, ma l’amministrazione non si è attrezzata e sta mandando i lavoratori allo sbaraglio, per cui è stato dichiarato lo stato di agitazione», segnalano i lavoratori della dogana modenese, dopo essersi ritrovati in assemblea. Se entro 10 giorni non cambierà nulla, quindi, ci sarà «lo sciopero con la chiusura completa dell’ufficio». L’organico è calato dai 52 addetti del 2017 ai 34 di oggi, con altri pensionamenti previsti nel corso dell’anno, ma al tempo stesso in gennaio si è registrato oltre il 400 per cento in più di attività di sdoganamento, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
«L’amministrazione delle dogane a tutti i livelli non ha mosso un solo passo per affrontare il problema – dicono i lavoratori – pur a conoscenza della situazione che si è venuta a creare dal primo gennaio». In particolare, si chiede «che la direzione di Modena e la direzione interregionale Emilia Romagna-Marche, ciascuna per le proprie competenze, si facciano carico del problema di organico dell’ufficio».
Come «se la Brexit fosse un evento improvviso e inatteso», l’agenzia delle dogane di Modena «non si è neanche posta il problema delle ricadute sui lavoratori per l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea», ricostruisce il sindacato Usb-agenzie fiscali Emilia Romagna a proposito della sede di Carpi. Il sindacato di base chiede provvedimenti alla direzione territoriale e interregionale delle dogane. —
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