Poste a singhiozzo Parte la petizione che unisce tutti
Montecreto. Dopo la chiusura della banca e la riduzione di orario dell’ufficio postale, aperto solo tre giorni alla settimana, Montecreto si trova di fronte a pesante riduzione di servizi, su cui sta montando la protesta, riuscendo nella “epica” impresa di unire allo scopo tutte le forze politiche.
Sia il gruppo di maggioranza (lista “Per Montecreto”) che quello di opposizione (“Fiducia in Comune”) hanno lanciato venerdì una doppia raccolta firme per dire no alla chiusura della banca e per spingere le Poste al ritorno al servizio su sei giorni. I rappresentanti dei gruppi stanno girando di casa in casa puntando alla massima mobilitazione. «Dobbiamo lottare uniti per raggiungere un obiettivo comune e per il sostegno ai cittadini» dice il sindaco Leandro Bonucchi.
E da centrosinistra e centrodestra la questione viene rilanciata al di fuori dei confini del paese. Il consigliere Michele Barcaiuolo (Fdi) ha appena presentato un’interrogazione in Regione, sottolineando che “Poste Italiane non tiene conto del parere espresso da Agcom, assolutamente contraria alla limitazione dell’orario degli uffici postali nelle aree svantaggiate”. E chiedendo quindi alla giunta “di convocare un confronto con le Poste per esaminare il problema e definire soluzioni condivise che riducano al minimo i disagi alle popolazioni e alle attività”.
Da parte loro, i Giovani Democratici del Frignano in una nota sottolineano “il disagio enorme per gli anziani, che si trovano costretti a spostarsi a Sestola o Castellaro nei giorni di chiusura degli uffici a Montecreto, con i problemi che ne conseguono. Oltre a ciò, il taglio del servizio in questo momento non fa altro che aumentare assembramenti creando lunghe file in altri uffici postali”. Richiamando anche le difficoltà del digital divide, il gruppo sottolinea: «La montagna non ha certamente bisogno di tagli di questo genere, ma di investimenti consistenti. O si procede su questa strada o ci ritroveremo ad abitare via via in un Appennino sempre più deserto». —
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