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assemblea legacoop. cristina manfredini 

Allarme di Mediagroup «Ancora 120 addetti in cassa integrazione»

G.M.
Allarme di Mediagroup «Ancora 120 addetti in cassa integrazione»

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Perché non usare come luoghi per le vaccinazioni i piccoli teatri chiusi da tempo? E perché, invece di utilizzare gli infermieri per compilare moduli e controllare i flussi di chi deve vaccinarsi, non giovarsi per queste mansioni di personale formato e che prima della pandemia si occupava di gestire la sicurezza degli eventi e l’afflusso del pubblico in spazi chiusi o all’aperto?

La proposta è venuta ieri mattina, durante l’assemblea dei delegati delle imprese aderenti a Legacoop Estense, da Cristina Manfredini di Mediagroup98, agenzia di comunicazione integrata nata come cooperativa studentesca nel 1982 e cresciuta negli anni assorbendo altre realtà.

Un intervento accorato il suo, da presidente di una impresa modenese leader nel suo settore di attività e che dal 18 ottobre ha 120 persone in cassa integrazione, la metà dei dipendenti totali. «Credo che nessuna impresa del territorio – ha detto – abbia così tanti dipendenti ancora in cassa. Il nostro fatturato 2020 si chiuderà con un meno 35% sul 2019, e solo grazie al fatto che in 38 anni di vita abbiamo messo via qualcosa e così siamo sopravvissuti. Non abbiamo avuto ristori, lavorando in un settore come quello della cultura e degli eventi che ha avuto un vero e proprio crollo, con problemi di cui non parla nessuno». Manfredini ha approfittato dell’assemblea di ieri, rigorosamente online, per lanciare un appello alle amministrazioni locali: «Queste dovrebbero farsi promotrici di una campagna di tutela della buona impresa – ha spiegato – Il rischio dopo la fine della pandemia è di vedere un massacro sociale, con aziende disposte pur di lavorare a fare prezzi bassissimi e professionisti disposti ad accettare salari altrettanto bassissimi e pochi diritti, cacciando fuori dal mercato le imprese buone, aumentando il degrado del territorio».

Manfredini non ha poi mancato di lanciare una frecciata al riguardo al sindacato visto che, ha detto, «sono state le associazioni datoriali a dare l’allarme su questo tema» e ha chiesto che gli ammortizzatori sociali possano essere garantiti anche dopo la riapertura di tutti i settori. «Tante professionalità nel campo della cultura e degli eventi per guadagnare qualcosa si sono messe a fare altro, e sono tutte persone che abbiamo magari formato con grandi sforzi e che perderemo, abbassando il livello qualitativo dell’offerta. E poi ci troviamo – ha concluso – con clienti di cui siamo fornitori che ci dicono che i nostri collaboratori devono accettare stipendi più bassi del 20-30 per cento per poi farsi belli, ovviamente sto parlando della Ferrari se non si fosse capito, dando premi da 7.500 euro ai dipendenti». —



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