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nildo benuzzi 

«Disagio oltre i vandalismi Il Comune deve impegnarsi»

Il presidente di Modena Volta Pagina: «Chiediamoci cosa c’è dietro il vandalismo In questa città mancano luoghi di ritrovo per i giovani» 

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Anche se non si segnalano episodi gravi, sale la preoccupazione in centro per il ritorno della banda degli adolescenti più temuti tra via Fonteraso e via San Vincenzo, il loro punto di partenza più di un anno fa. La questione del disagio adolescenziale che sfocia anche nel teppismo, non solo in centro ma anche in altri punti di ritrovo in città, soprattutto in alcuni parchi, continua a fra discutere i politici. E interviene di nuovo Nildo Benuzzi, presidente di Modena Volta Pagina: «Parlare di “baby gang” per ogni piccolo o grande vandalismo che viene commesso da giovani è sicuramente una forzatura. A Modena non siamo ad una sistematicità di questi episodi ma occorre interrogarsi su ciò che questi fenomeni denunciano. Modena Volta Pagina sta approfondendo il tema cercando di non esprimere giudizi sbrigativi: se non capiamo le ragioni del disagio giovanile non riusciremo a rispondere adeguatamente, anzi potremo solo fare deflagrare e rendere incontrollabile il fenomeno».

«L’amministrazione comunale arranca - scrive Benuzzi - perché manca di una riflessione complessiva sul ruolo della componente giovanile. Dopo il grande impegno del Comune degli anni ‘70-‘80 con “Cortili”, “Centri per giovani”, decentramento dei servizi e oggi prevale solo l’offerta legata al consumo ed allo svago. Anche la Cittadella della Cultura, che doveva sorgere all’ex Amcm è stata ridotta dal Comune al Teatro delle Passioni o poco, per di più stretto fra un supermercato e un centinaio di alloggi ed uffici. I grandi contenitori vuoti del centro, soprattutto ex cinema (Cavour, Olimpia, Principe ed anche Scala) che potevano svolgere un ruolo aggregativo per attività giovanili anche spontanee rimangono desolantemente spenti o sono stati svuotati con la forza da chi voleva crearvi centri di aggregazione e socio culturale. I centri aperti alla partecipazione dei più giovani sono ridotti al lumicino di alcune coraggiose ma poche iniziative spontanee».

Scrive ancora il presidente di Modena Volta Pagina: «E allora, se non vogliamo leggere tutto con i paraocchi del degrado, delle baby gang, una visione che rischia di diventare una profezia che si autoavvera, occorre rispondere con un dialogo costruttivo e con proposte operative a questi fenomeni che esprimono un disagio diffuso fatto detonare da questa situazione di confinamento, di lontananza dalla scuola, dalle relazioni amicali difficilmente sopportabili . Aspettando che il “Comune batta un colpo” che non si riduca alla forza pubblica, noi ci interroghiamo sulla variegata composizione sociale di questi gruppi di giovani, dai figli di migranti poco integrati a ragazzi figli della “Modena bene”. Gruppi che talvolta si esprimono in forme inaccettabili che comunque esprimono un’altra domanda che necessita di risposte difficilmente conciliabili con l’individualismo prevalente». —

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