Storie di furti violenti dietro i gioielli ritrovati in cerca dei proprietari
C’è chi ha visto restituirsi i gioielli di famiglia apprendendo in quel momento di essere stato derubato, chi ha ritrovato le fedi nuziali sparite dall’abitazione e chi infine ha rischiato grosso perché ha sorpreso i malviventi dentro casa. Il fiume di refurtiva in oro, accumulata negli uffici della Questura di Reggio in questi anni d’indagine - e una parte di questa refurtiva non ha più ritrovato i legittimi proprietari - racconta di storie personali e di intimità violata dai predoni georgiani, che non disdegnavano i contanti ma sapevano ben distinguere l’oro dalla bigiotteria. Contattata dalla Squadra Mobile, la figlia di un reggiano, in quel periodo ricoverato in ospedale, ha scoperto solo diversi giorni dopo che l’abitazione del padre era stata depredata: non essendoci segni visibili di scasso sulla porta d’ingresso, la figlia non si era resa conto del furto subìto l’11 marzo 2016, quando i malviventi avevano preso di mira l’appartamento sapendo che era temporaneamente disabitato.
Dalla casa erano spariti monili che costituivano dei ricordi di famiglia e delle medagliette d’oro da collezione; si può immaginare la gradita sorpresa del legittimo proprietario quando la refurtiva, confluita nel bottino recuperato via via dalla questura, gli è stata restituita dagli agenti recatisi all’arcispedale. D’abitudine i malviventi, preferendo agire indisturbati, si accertavano mediante sopralluoghi che nel bersaglio prescelto non fossero presenti i padroni di casa. Tuttavia non era infrequente che la scorribanda notturna fosse interrotta dal ritorno dai proprietari, rischiando così di trasformarsi in rapina. È il caso della tentata rapina avvenuta il 29 settembre 2016 a Sassuolo di Modena, dove una signora ha sorpreso il malvivente all’interno della sua casa.
Il georgiano ha spintonato la proprietaria per assicurarsi la fuga, poi una volta in strada per mimetizzarsi tra i passanti si è tolto la maglia e ha finto di fare jogging: il pronto allarme della signora, però, ha fatto sì che il responsabile sia stato individuato e catturato.
Nel frattempo il complice, l’autista che aveva accompagnato il ladro, è riuscito a sfuggire alle forze dell’ordine: rientrato a Reggio, non si è recato nell’appartamento che aveva a disposizione ma in un negozio di mobili che pullulava di telecamere. Forse per costruirsi un alibi, come sospettano gli investigatori della Squadra mobile e la Procura. —
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