«Finalmente ha valore il percorso di crescita»
Ileana Coscia: «Per la prima volta si considera davvero l’elemento esperienziale in tutta la vita del bambino»
L’importante sforzo richiesto al corpo docente della scuola primaria che per la chiusura del primo quadrimestre si è trovato a far fronte al nuovo sistema di valutazione in “livelli di apprendimento” a seguito di un' Ordinanza Ministeriale del mese di dicembre, è stato ingente, ma la maggior parte degli insegnanti sono concordi nell’affermare che è un passo avanti importante nel sistema di valutazione scolastico e che una volta recepito a fondo potrà decisamente migliorare il percorso di crescita e apprendimento dei bambini consentendo anche un maggiore accrescimento della loro stessa autostima.
In cosa consiste in pratica questo cambiamento?
«Con questo nuovo sistema di valutazione il cambiamento è radicale – spiega la maestra Ileana Coscia, insegnante presso la scuola primaria Cittadella di Modena- mentre il voto numerico andava a fotografare la performance dell’alunno con una caratteristica estremamente statica poiché riferita per esempio all’istante della interrogazione o della verifica, la valutazione su livelli va a seguire l’alunno nel suo percorso verso l’acquisizione delle competenze e quindi non può che avere intrinseca una sua dinamicità che si sviluppa nel tempo, contemplando un margine fisiologico di progressione».
Quali sono allora i nuovi parametri su cui viene valutato il bambino?
«Nella nuova Ordinanza Ministeriale si parla di autonomia e quindi di quanto il bambino riesce a raggiungere gli obiettivi da solo, senza l’aiuto degli insegnanti o dei genitori a casa, ma si parla anche di continuità e di costanza di apprendimento, di disciplina e di autovalutazione. Ma ciò che è davvero importante e che viene tenuto in considerazione per la prima volta è l’elemento esperienziale a cui il bambino è stato sottoposto nel suo percorso di crescita individuale, ovvero il background in cui il bambino è vissuto al di fuori dell’ambito scolastico ».
Quali sono allora i vantaggi?
«Sicuramente una valutazione più completa dell’alunno, grazie ad uno sforzo maggiore anche da parte di noi insegnanti che siamo obbligati ad andare oltre la performance del momento, decisamente limitante, soprattutto in bambini così piccoli che hanno un processo di maturazione e di acquisizione delle competenze con tempistiche assolutamente diverse tra loro. Ma soprattutto permette a tutti i bambini, anche a quelli più fragili, con difficoltà di apprendimento o certificazioni particolari, di raggiungere obiettivi avanzati, perché tutto potrà finalmente essere rapportato in base alle loro reali capacità e possibilità». —
P.D.
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