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Il “Viaggio della Memoria” diventa virtuale per gli studenti

Il “Viaggio della Memoria” diventa virtuale per gli studenti

Non sarà possibile partire come negli anni passati a causa della pandemia ma le classi delle superiori affronteranno un progetto on line sui campi di transito

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Il viaggio della Memoria durante il quale negli anni passati gli studenti visitavano i campi di concentramento e, più in generale, i luoghi della deportazione, quest’anno a causa della pandemia non si potrà tenere.

Per far fronte alle limitazioni imposte dai contagi senza dover rinunciare alle proprie iniziative, la Fondazione Fossoli ha dato vita al progetto Storia in Viaggio 2.0, che da oggi al 5 marzo coinvolgerà gli studenti delle classi 4° e 5° delle scuole superiori.

Se ogni anno il progetto portava circa 500 giovani in Germania e Austria alla scoperta dell’universo concentrazionario nazista, questa edizione consentirà ai partecipanti di conoscere alcune realtà che rappresentano in qualche maniera gli ‘analoghi’ del Campo di Fossoli in altri Paesi dell’Europa occupata dalle truppe naziste: per questo, in collaborazione con le relative istituzioni memoriali, gli studenti si confronteranno, attraverso quattro lezioni, con le vicende legate ai Campi di Drancy in Francia, Kazerne Dossin in Belgio e Westerbork in Olanda.

Il progetto punta quindi a far conoscere la specificità dei campi di transito nazionali rispettivamente di Francia, Belgio, Olanda, partendo naturalmente dall’esperienza del Campo di Fossoli, il centro della deportazione dall'Italia. Gli incontri in lingua straniera dei relatori dei tre siti europei saranno tradotti in simultanea.

Obiettivi del progetto, a partecipazione gratuita, previa iscrizione via mail a info@fondazionefossoli.it - sono quelli che hanno caratterizzato in questi anni le diverse edizioni di Storia in viaggio, in cui l'incontro con i luoghi di memoria - teatro della tragedia della deportazione e dello sterminio - ha avuto, oltre alla funzione della conoscenza storica, quella di far riflettere i ragazzi sui meccanismi che ancora oggi possono generare odio, discriminazione e violenza. Nello specifico di Storia in viaggio 2.0, poi, la scelta di focalizzare l'attenzione sui campi di transito permetterà di affrontare lo spinoso tema della collaborazione data dai vari Paesi alle pratiche della deportazione e dello sterminio naziste.

«Questo periodo di epidemia e conseguente limitazione degli incontri e degli spostamenti – commenta la direttrice della Fondazione Fossoli, Marzia Luppi – non ha fermato le attività del nostro ente, ma al contrario ha fatto sì che si spostassero online, sfruttando tutti gli strumenti messi a disposizione della tecnologia, per giunta potenziandoli. Anche in questo caso, da una limitazione oggettiva sono nate nuove possibilità didattiche, si sono sviluppati preziosi contatti e si è dato vita a collaborazioni importanti che, nei prossimi anni, potranno contribuire a cementare sempre di più quella rete europea tra le istituzioni memoriali». —



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