«Attuate misure preventive da sempre raccomandate»
L’andamento lineare fa pensare a un rischio ormai scampato Casaletti (Igiene Pubblica): «A questo punto della stagione difficile ipotizzare una crescita»
A questo punto della stagione possiamo dire di essercela sostanzialmente scampata quest’anno l’influenza stagionale?
«I primi giorni di febbraio sono quelli tradizionalmente segnati dal picco di contagio - sottolinea il dottor Giovanni Casaletti, direttore del servizio di Igiene Pubblica dell’Ausl di Modena - il fatto che siamo ancora su una media di diffusione molto bassa, che rispecchia tutto l’andamento stagionale, rende difficile ipotizzare un’improvvisa salita della curva dei contagi da qui alla fine di marzo, quando di solito si chiude l’epidemia con l’arrivo della primavera e l’innalzamento delle temperature».
Sui motivi dell’insolito scenario, non ci sono dubbi: «Abbiamo sempre consigliato di evitare i luoghi affollati durante i picchi influenzali e di lavarsi spesso le mani - ricorda il dottore - ora che queste precauzioni vengono seguite in maniera diffusa, con in più la protezione della mascherina, il beneficio è evidente, considerato che le modalità di diffusione del virus influenzale e del Covid-19 sono sovrapponibili. L’altro elemento fondamentale è la campagna vaccinale fatta contro l’influenza: non ci sono mai state tante persone vaccinate come adesso. Ed è un fattore importante non solo contro l’influenza, ma anche per una più rapida diagnosi di Covid: in presenza di sintomi simili, se uno si è vaccinato contro l’influenza si pensa subito al Covid». Influenza in tono minore dunque, anche nelle conseguenze: «Le manifestazioni di complicanze da ricovero sono veramente ridotte - nota - e per lo più riconducibili a patologie pregresse». —
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