«Eletti lontani dal territorio? Legame più debole con la base»
Giuditta Pini, deputata dem eletta in Romagna, sulla lettera del Villaggio Giardino «Modena, situazione curiosa: nessuno dei suoi rappresentanti è della provincia»
Luca Gardinale
In realtà lei ha vissuto la situazione opposta: è modenese - l’unica tra i parlamentari dem - ma è stata eletta... in Romagna, dal momento che nel 2018 il partito l’ha “spedita” nel collegio di Forlì, Ravenna e Rimini. Di conseguenza, oggi l’unica modenese eletta dal Pd si trova a rappresentare un altro territorio, anche se di fatto continua a vivere a Modena e a lavorare per la provincia. Giuditta Pini, deputata Pd al secondo mandato, ha seguito la polemica nata nei giorni scorsi dal Villaggio Giardino, dove alcuni iscritti ed elettori hanno inviato una lettera ai parlamentari dem eletti a Modena, accusandoli di essere “scomparsi” dopo aver ottenuto il seggio.
Onorevole Pini, ha letto la lettera?
«Sì, e senza dubbio capisco lo spaesamento generale di iscritti ed elettori in questo momento. Nell’ultimo anno sono successe tante cose, e la prima ovviamente è una pandemia che ha quasi azzerato gli incontri in presenza, costringendoci a cercare alternative, a partire dalle assemblee online».
Lei è stata eletta in Romagna, ma è modenese: qual è il suo rapporto con il territorio?
«Io continuo a vivere a Modena, e mio marito, che è romano, si è trasferito qui. La mia provincia continua a essere il punto di riferimento: tutte le settimane parlo con la segreteria di Gian Carlo Muzzarelli e con i sindaci della provincia. E poi ci sono i circoli: domenica scorsa ho partecipato a un incontro online con il Pd di Vignola».
Eppure nella lettera si denuncia una grande distanza tra “base” ed eletti.
«Da una parte la situazione che stiamo vivendo rende difficile vedere e conoscere l’attività che gli eletti fanno. Penso all’onorevole Lorenzin, sempre molto disponibile a lavorare con il territorio. Un lavoro che, essendo in gran parte online o via telefono, oggi è più difficile far conoscere agli iscritti. Detto questo, se i circoli sentono gli eletti troppo distanti, significa che qualcosa di meglio lo dobbiamo fare. I problemi ci sono, e in particolare in tutto il territorio nazionale i circoli sono in grande sofferenza, sia per i problemi oggettivi di organizzazione degli incontri, sia perché il collegamento tra eletti e territorio si è indebolito. Su questo dobbiamo certamente lavorare, sperando di poter tornare a incontrarci in presenza al più presto».
Tornando a Modena, quanto pesa il gran numero di “paracadutati” sul malessere dei circoli?
«Oggi Modena non ha nemmeno un eletto modenese, e questa è una cosa curiosa. Del resto, guardandoci indietro scopriamo che diverse volte Modena ha eletto personalità di spicco provenienti da altre zone: il problema è quando i modenesi vengono mandati in giro per l’Italia...». —
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