Quarantoli attende i lavori alla pieve
La chiesa romanica è un gioiello ferito dal terremoto «Il nostro simbolo. Il progetto c’è ma occorre fare in fretta»
Chiara Pignatti
MIRANDOLA. A Quarantoli un altro anno è passato senza poter celebrare la funzione religiosa nella chiesa simbolo del paese. Sono anni infatti che la splendida e secolare pieve romanica di Santa Maria della Neve è chiusa per restauro e consolidamento post terremoto 2012. Al momento l’edificio religioso nel cuore del paese è circondato da impalcature e da un cantiere che lo cinge la fiancata, mostrando come ancora sia lontano il tempo di una sua ristrutturazione totale. Una pieve romantica unica e rara nel paesaggio modenese che mostra però danni sia interni che esterni: il muro della navata di sinistra è crollato, la facciata è pericolante e l'intera chiesa è inagibile. Grande lo sconforto dei cittadini che da anni aspettano l’avvio dei lavori, mentre il tempo passa: «Per la ricostruzione hanno giustamente iniziato dalle scuole, per poi passare alle aziende, alle case dei privati. Ora speriamo toccherà anche alla nostra chiesa» spiega Paolo Ferrarini, agricoltore che abita di fronte alla pieve vedendo i lavori avanzare con fatica - Abitare qui vicino fa un certo effetto, mi sono sposato qui molti anni fa ed è un peccato vederla in questo modo». Le funzioni celebrative sono state spostare in uno stabile costruito a due passi della chiesa, in cui la cittadinanza può ritrovarsi. Alcuni lavori di restauro e miglioramento sismico sono iniziati nelle strutture adiacenti alla pieve, come la canonica e la casa del campanaro. «Hanno iniziato a sistemare quella che noi di Quarantoli chiamiamo “la casa del campanaro", lo stabile più vecchio ed era già abbandonato 30 anni fa. Dei tre stabili da sistemare, io avrei iniziato dalla chiesa, perché è un bene storico molto bello ed è il fulcro del paese. È inagibile dal 2012, l’hanno messa in sicurezza però non hanno ancora effettivamente messo mano» racconta Matteo Niccolini, benzinaio del paese- La nostra paura è che a lungo andare possa andare in rovina come è già successo per la casa estiva dei Pico, poco più avanti su questa strada». Dopo la bocciatura di 5 progetti da parte della sovraintendenza, sembra che a primavera partiranno ufficialmente i lavori per la chiesa: ultimati i lavori alla canonica e alla casa del campanaro, nell’ultima riunione svoltasi nella sala della comunità e davanti ai cittadini, è stato presentato il progetto definitivo con il benestare della sovrintendenza. Sono stati assegnati i lavori all’ingegnere Marco Soglia per conto della diocesi della chiesa e della canonica. Bisognerà attendere la primavera per l’inizio dei lavori. «A noi cittadini è stata comunicata questa buona notizia qualche tempo fa. I lavori si sono fermati anche a causa Covid, non ci resta che aspettare. Noi siamo nati qua e ci dispiace vedere la chiesa in questo stato. Nel nostro comune ci sono tante altre chiese ancora in questo stato, come la chiesa di San Francesco e di Tramuschio» racconta Luigi Malavasi, che abita in paese. Non resta quindi che aspettare la primavera, e con essa, anche l’auspicio di poter rivedere quanto prima, la chiesa simbolo del paese, tornare in auge. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
