Truffatori di anziani bloccati Si fingevano operatori Covid
Si presentavano come inviati dell’ospedale, quattro i colpi
Ci riprovano, sfruttando sempre lascusa del Covid, per entrare a casa degli anziani e portare via soldi e preziosi. Tutto questo spacciandosi per inviati dell’ Ausl in soccorso ai cittadini per aiutarli a evitare la malattia.
Ma questa volta i due truffatori sono stati sorpresi con le mani nel sacco da parte dei carabinieri di Carpi che ieri mattina li hanno arrestati su ordine conforme del magistrato.
Il provvedimento ha fatto scattare gli arresti domiciliari per due persone, un uomo di 35 anni, originario di Correggio, ed una donna di 62 anni, originaria di Gonzaga.
«Sono entrambi nomadi e pluripregiudicati» hanno chiarito in una comunicazione ufficiale i carabinieri che così hanno ricostruito i fatti.
I due truffatori, per quattro volte nell’autunno-inverno dello scorso anno sono passati all’azione nei confronti di anziani. Per l’esattezza il 15 ottobre, il 2 e il 3 novembre e il 23 dicembre, hanno preso di mira le abitazioni di persone molto avanti negli anni; in due casi si sono mossi a Carpi, un’altra volta a Soliera e in un’altra ancora a Cavezzo.
Il trucco? Semplice e poco costoso. Si sono finti infermieri dell’ospedale di Carpi, o comunque operatori sanitari, che a loro dire erano stati inviati a domicilio per un controllo igienico dei locali delle abitazioni.
I malcapitati li hanno lasciati entrare in casa e a quel punto scattava la fase due della truffa.
Uno di loro era, per moltiplicare l’effetto sorpresa dell’imbroglio, indossava una tuta bianca di carta di quelle usa e getta, in vendita per pochi euro. Ma è la parlantina che poi funzionava da esca. Alla donna il compito di impegnare con chiacchiere e convenevoli gli anziani abitanti mentre il complice si metteva in azione nelle varie stanze.
Così, mentre i nonni erano distratti da uno dei due che chiedeva informazioni per igienizzare i locali, l’altro frugava tra i cassetti.
I piccoli gioielli di famiglia, i soldi messi da parte per ogni evenienza: tutto veniva portato via a colpo sicuro perché in una casa i ladri d’appartamento conoscono bene i punti usati di solito come nascondigli. Ma in un caso i malfattori non si sono accontentati e con la scusa dell’abbraccio hanno sfilato anche portafoglio e orologio dal polso.
L’approccio è sempre lo stesso. Suonano al citofono e si presentano come emissari dell’ospedale di Carpi.
La donna è di solito la prima a entrare perché suscita meno allarme. Subito dietro di lei si presentava l’uomo in tuta, con tanto di cappuccio che copre parzialmente la testa, chiede di ispezionare le stanze. E mentre uno distrae gli occupanti l’altro saccheggia gli oggetti di valore.
Gli elementi raccolti dai carabinieri coordinati dalla Procura della Repubblica di Modena, hanno consentito al Giudice delle Indagini Preliminari, l’emissione delle due misure cautelari che sono state eseguite ieri mattina all’alba. —
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