Gazzetta di Modena

Modena

una media di 220 uscite all’anno 

Con sci, pelli di foca e ciaspole felici in mezzo alla neve

S.C.
Con sci, pelli di foca e ciaspole felici in mezzo alla neve

Nessun limite d’età per le camminate che si concentrano nella bella stagione In inverno alla scoperta dei territori meno battuti

2 MINUTI DI LETTURA





Chi sono i protagonisti della riscoperta delle vette appenniniche? Qual’è l’identikit di chi ama scoprire i sentieri a portata di macchina prima di scegliere in un’agenzia viaggi il trekking in Tibet?

Sono queste le domande a cui i protagonisti di “Vie della Montagna” danno facilmente risposta.

«La riscoperta dei boschi non riguarda solo la fascia dei giovani o degli ex giovani - rispondono - Da noi vengono trenta-quarantenni, single, coppie, pensionati ancora in gamba. La passione che li accomuna è la riscoperta del nostro territorio. Non si accontentano di vedere i panorami di isole esotiche in televisione e girando nelle nostre montagne scoprono panorami mozzafiato. Ne rimangono estasiati. Di qui nasce un passaparola che si moltiplica e ognuno fa vedere le foto agli amici. Non ci sono differenze economiche, di età o di origine quando si cammina per ore insieme. Certo, ci sono anche i grupi di amici, che si presentano molto affiatati e che fanno anche presto a mettere a loro agio gli altri componenti della comitiva».

Oltre a Pagliai le guide sono Milena Vanoni, 36 anni e Francesco Rosati, 42 anni, tutti e tre di Pievepelago. A loro si aggiungono Alessandro Cappellini, 49 anni, di Montecreto, insegnante durante la settimana, e Fabrizio Borgognoni, di 50 anni, di Gaggio Montano, specializzato del suo Appennino bolognese, dove vive e lavora.

Il bilancio delle escursioni? Un’ottantina d’inverno e altrettante quelle nella buona stagione a cui se ne aggiungono 60 distribuite tra luglio e agosto. «La media è di 220 gite all’anno - puntualizza Pagliai - ma possiamo ancora crescere». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google