Il Comune cala le carte: tutti i motivi del “no” alla discarica Rio d’orzo
Elena Pelloni
Savignano. Cala le carte il Comune di Savignano, pubblicando le sue osservazioni in merito al progetto della discarica di Valsamoggia. Era stata Unirecuperi Srl, lo ricordiamo, a depositare il progetto in Regione la scorsa estate per avviare il Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (Paur). Un procedimento utile a valutare la posa di un’eventuale nuova discarica di rifiuti speciali, laddove l’ha immaginata la società reggiana. Ovvero, in un lato calanchivo delle colline tra Valsamoggia e Savignano.
«Come abbiamo detto sin dall’inizio troviamo impensabile l’idea di far nascere una discarica in un posto fragile e meritevole - evidenzia il sindaco di Savignano, Enrico Tagliavini - In questi mesi sembrava arrivassero solo rassicurazioni da ogni parte politica e non, ma siamo fortemente convinti che siano necessarie anche tante informazioni tecniche per contrastare un progetto così colossale e per poter mettere, una volta per tutte, una pietra su questa vicenda, perché per noi sarà una vera vittoria solo quando davvero saremo sicuri che lì nulla di simile si potrà mai costruire».
Commenta così Tagliavini il lavoro portato avanti per mesi da una squadra di esperti per consegnare in Regione - in particolare agli uffici di Arpae per la valutazione d’impatto ambientale - le controdeduzioni del Comune a proposito del “Parco tecnologico”. Si tratta di tre studi scientifici che dimostrano la non idoneità del geosito proposto da Unirecuperi per una discarica nella quale conferire rifiuti speciali e amianto stoccato. Questi rappresenterebbero infatti un rischio ambientale troppo elevato, non sostenibile e non eliminabile. Nel dettaglio, il primo studio dimostra l’impatto sull’inquinamento atmosferico, curato dall’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima (Cnr-Isac) e realizzato da Silvia Trini Castelli, con il contributo di Paolo Bonasoni e Piero Malguzzi. Il secondo prende in esame la gestione dei rifiuti contenti amianto, redatto dall’Istituto di scienze marine (Cnr-Ismar) e realizzato da Luca Gasperini. Infine, il terzo studio analizza gli aspetti geologici, geotecnici, idraulici, sismici e di stabilità del progetto ed è stato prodotto dal geologo Marco Roli.
Per sapere i prossimi sviluppi del procedimento bisognerà attendere almeno fino a metà marzo. —
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