Gazzetta di Modena

Modena

Il telefonino muto nello zaino e sempre a portata di segnale

S.C.

I turisti cercano emozioni fatte di fatica e silenzio ma senza perdere di vista le comodità di tutti i giorni «Rimanere sempre in gruppo» 

2 MINUTI DI LETTURA





PIEVEPELAGO. Il percorso medio alla portata di tutti? Una mezza giornata. Ognuno si porta dietro la colazione al sacco, ci si organizza con vestiti comodi e abbigliamento “a cipolla”, come in gergo si chiama l’abitudine a portare magliette e maglioni da togliere e mettere a seconda del bisogno, e soprattutto scarpe adatte ai boschi. Suole robuste, ovvio, in modo da poter utilizzare le ciaspole, le racchette da neve che permettono di avanzare sulla neve fresca e in pendenza.

A tutto il resto ci pensano le guide, ma tenendo ben fermi due punti da cui non si può derogare.

«Se vediamo che qualcuno non ce la fa si torna alla base insieme e lo stesso vale se qualcuno prende una storta - sottolinea Pagliai - La montagna è amicizia e rispetto. Questo è quello che ho imparato in tanti anni. E in ogni caso, conoscendo bene le zone che attraversiamo, abbiamo sempre pronte le scorciatoie, i punti dove si può tagliare per abbreviare il percorso».

Una precauzione indispensabile in caso di inconvenienti ma rara, come ricorda il portavoce di “Via dei Monti” . «Credo che in tutti gli anni mi sia capitato una volta di avere una situazione critica per un malore - dice Pagliai - Certo noi dobbiamo essere pronti a tutto o quasi. Un solo esempio. Quando siamo sui sentieri o tra i boschi sappiamo con esattezza quali sono i punti arriva il segnale di un ripetitore telefonico e dove invece non c’è nessuna copertura. In generale chi viene con noi lascia a casa il telefonino o lo tiene spento. Però ci posso no essere condizioni particolari di reperibilità in cui occorre avere il cellulare a portata di mano per una chiamata di controllo. Noi abbiamo ben presenti le mappe invisibili delle compagnie telefoniche, possono sempre tornare utili. Le verifichiamo ogni volta che siamo fuori».

Gli escursionisti 2.0 insomma amano perdersi tra i boschi e imparare tutto sui funghi ma non disdegnano le comodità. Ovviamente non manca chi ha più esperienza, chi invece sfoggia l’altimetro e l’applicazione sul cellulare per misurare i dislivelli effettuati, magari su una carta geografica elettronica già impostata. —

S.C.

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google