«Solo una tana sull’argine Non incolpate gli animali»
il caso
NONANTOLA. «È troppo facile dare la colpa agli animali: esseri indifesi e senza portafoglio» è questo il punto della questione toccato ieri da Sabina Piccinini e Enrico Crabbia. La prima consigliere dell’Unione del Sorbara e il secondo volontario per l’ambiente hanno tenuto alla Locanda Panaro l’incontro “La verità intanata”. Titolo del video, inoltre, che scagionerebbe gli animali fossori, ovvero istrice, tasso e volpe, come possibili responsabili della rotta del Panaro del 6 dicembre. «Il 29 dicembre Aipo ha inviato all’attenzione del consiglio dell’Unione un fascicolo con alcuni primi riscontri sulle possibili cause della rotta – rivela Piccinini – Come già accaduto per il caso Bomporto, si cerca di dare la colpa agli animali fossori. Il lato comico, se non fosse tragico, è che la stessa Aipo definisce le tre specie come protette. Sono tali proprio a motivo del numero esiguo rimasto. E come sarebbe possibile, quindi, che animali praticamente estinti nelle nostre zone costruissero condomini di buchi e tane?».
Nel documento di Aipo del 29 dicembre, si legge che nel 2015 è stato autorizzato e finanziato con 100mila euro l’intervento “Attuazione dei piani di limitazione numerica sulle arginature di Secchia, Panaro e Naviglio di mammiferi selvatici ad abitudini fossorie”. Inoltre, si evince che il tratto oggetto della rotta non è rientrato nei lavori eseguiti sugli argini del Panaro a partire dal 2014 - per 20 milioni di euro - dal momento che non presentava criticità di contenimento. «Quello che abbiamo trovato nelle nostre perlustrazioni lungo gli argini, a ridosso della rotta, è stata una sola tana – aggiunge Piccinini – Quello che ci chiediamo è: davvero vogliamo dare la colpa agli animali? Siamo sicuri che nessun altro sia responsabile dell’accaduto?». —
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